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Advertising o non advertising?
Non è che non esistano strade alternative di promozione on-line, ma molto spesso accade che gli stessi canali che offrono servizi di advertising, commettano un’imprecisione e un errore di lessico. E per la stessa ragione anche noi, comuni utenti del web, ci concediamo questa inesattezza.
Quando infatti i big di internet acclamano a gran voce l’arrivo di “nuovi” servizi pubblicitari e di promozione on-line, spesso lo fanno sfruttando la stessa porzione di enciclopedia che si rivolge anche ai servizi di advertising tradizionali. Per questo non stupisce il disorientamento degli utenti di fronte a questi annunci trionfali, dal momento che questi non desiderano sfruttare nuove strategie di pubblicità convenzionale, ma vogliono conoscere nuovi strumenti di promozione, alternativi a quelli che hanno imparato ad usare negli anni e ad utilizzare in caso di necessità.
L’errore quindi non risiede tanto nel fatto che nessuno sia stato capace, finora, di inventarsi nuovi espedienti di marketing, quanto piuttosto nella capacità dei rispettivi inventori di identificare la giusta area di riferimento. Le soluzioni che spesso i media caratterizzano come advertising spesso non lo sono affatto, mentre altre, considerate semplice “chiacchiericcio”, sono molto più produttive e divulgative delle precedenti.
Google più umano? Semantic Search
Già da alcuni anni Google ha intrapreso la strada verso “l’umanizzazione delle ricerche”, ovvero verso la semantic search.
Consiste nel trasformare la rete in un web semantico in grado di “leggere tra le righe e pensare” in modo molto simile a come fanno gli umani. Web semantico che per dare le risposte alle domande fatte dagli utenti rileva le informazioni dal contesto come da dove proviene la domanda, informazioni della persona che fa la domanda e somma dei rapporti del richiedente.
In questo modo il web è quindi in grado di capire che tipo di risposta si aspetta l’utente dopo aver digitato una determinata parola. Ad esempio, se in seguito alla digitazione della parola “Apple” l’utente cerca informazioni inerenti l’azienda o il frutto.
La vera sfida di Facebook è contro Google (e non sto parlando di social network)
Praticamente per il 99,9% di noi, o su per giù, navigare in rete significa necessariamente passare attraverso il motore di ricerca di Mountain View, Google.
Ad affiancarsi ai motori però, specialmente da qualche mese a questa parte, sono arrivati i social media con le proprie notizie, ed in particolare Facebook, il social network più popolare e più diffuso al mondo, coi suoi oltre 800 milioni di iscritti.
Ovviamente i due tipi di piattaforme agiscono in modo totalmente diverso, dal momento che gli spider di Google sono progettati per scandagliare tutte le informazioni presenti sulla rete, mentre Facebook,e i social network in genere, si basano essenzialmente sulle notizie postate dagli utenti.
Google è sempre più con noi
Molti di noi, e sicuramente i più esperti di advertising online, già sapranno che Google da sempre ha adottato una serie di strategie affinché le campagne di promozione online siano il più efficaci possibili.
Tra queste strategie, una delle più importanti, utili ad individuare il giusto target di riferimento, si riferisce al cosiddetto behavioural advertising ossia allo studio del comportamento degli utenti. La novità di Mountain View riguarda proprio questo campo di indagine, dal momento che il team di Google ha da poco progettato e deciso di integrare i propri strumenti con l’ Advertising based on environmental conditions.
Google diventa 2.0 col Search Plus
Chiaramente era solo questione di tempo e ora questo tempo sembra essere arrivato.
Le strade, fino a poco tempo fa, considerate alternative, tra strategie di marketing affidate al posizionamento tramite Google e strategie delegate invece ai social network sembra stiano per giungere a un accordo a dir poco straordinario.
Con la notizia di qualche tempo fa, e con la recente introduzione di Google Search Plus finalmente motori di ricerca e social network sembrano avere iniziato ad intraprendere un sentiero comune.
Oltre ai nuovi obbiettivi che Big G si è prefissato per il 2012 (e che abbiamo riassunto in un’altro articolo), col nuovo strumento ha infatti potenziato le proprie ricerche sul web introducendo tra i risultati anche tutte le notizie e le informazioni provenienti da Google Plus, la sua piattaforma sociale.
In questo modo per essere trovati da chiunque navighi su internet sarà sufficiente digitare una delle parole chiave che ci indentificano ed immediatamente verrano indicizzate tutte le informazioni che ci riguardano e che provengono anche dal social network di Google.
La mossa tecnica, che invoglierà numerosi internauti a registrarsi al social di Mountain View, è chiaramente frutto di un attacco, nemmeno troppo velato, agli altri social network, ed in particolare a Facebook, sebbene lo stesso Eric Schmidth, presidente di Google, abbia confermato che non ci sarebbe alcuna preclusione ad estendere il servizio anche agli altri social. Questo almeno é quanto ha risposto alle prime critiche giunte (sebbene non dalla società di Palo Alto) verso il nuovo servizio, tramite le parole di Jack Dorsey, al vertice dell’universo Twitter, il quale ha espresso tutto il suo disappunto.
Il suo commento infatti é stato:
Come abbiamo visto in molteplici occasioni, le notizie arrivano prima su Twitter, e di conseguenza, gli account di Twitter e i tweet sono spesso i risultati più rilevanti. La nostra preoccupazione è che come risultato dei cambiamenti introdotti da Google trovare questo tipo di informazioni sarà molto più difficile, per chiunque. Crediamo che questo sia un male per la gente, gli editori, le organizzazioni che si occupano di news e gli utenti di Twitter“.
Il nuovo strumento, infatti, apporterà notevoli modifiche alle ricerche degli utenti nel web, che inizierà ad essere a tutti gli effetti 2.0, dal momento che incorporerà in diretta tutte le notizie e le informazioni postate da chiunque attraverso il social network di Big G. Sembra quindi che sia stata intrapresa una strada che potrà, col tempo, portare a una vera e nuova rivoluzione del web.
Eccovi allora un video di presentazione per conoscere tutte le potenzialità del nuovo servizio, che per il momento risulta ancora confinato alla sola versione inglese del motore di ricerca (Google.com). Per altre informazioni, come sempre, rivolgetevi a noi.
Le offerte di Google Place: marketing alternativo
Da qualche mese, anche in Italia, dopo una fase di sperimentazione, sono attive le “offerte” contenute all’interno delle pagine aziendali di Google Place. Questo strumento offre una strada alternativa, rispetto a quelle tradizionali, per pubblicizzare la propria attività, e nello specifico le promozioni che si intendono offrire ai propri clienti o potenziali acquirenti.
Vediamo insieme allora come sfruttare al massimo questo strumento.
Innanzitutto, elemento fondamentale è avere una scheda in Google Place della propria attività (ne abbiamo già discusso in un altro articolo relativo all’argomento).
Una volta creata la pagina si viene reindirizzati automaticamente alla dashboard da cui possiamo gestire la nostra scheda; proprio accanto alla dashboard “di comando” appare un’altra tendina, dalla quale possiamo inserire e controllare tutte le nostre offerte.
Cliccando sulla tendina delle offerte, quindi, veniamo immediatamente invitati ad inserire le nostre proposte promozionali:
A questo punto bisogna inserire tutti i dati riguardanti l’offerta, o le offerte, che intendiamo inserire, in particolare:
- Headline (titolo) contenente al massimo 60 caratteri;
- Details (dettagli) esplicativi dell’offerta, riassunti in massimo 250 caratteri;
- Image (immagine) che descriva l’offerta e la renda imediatamente visibile e riconoscibile;
- Good until date (durata dell’offerta) che indichi fino a quando la promozione è attiva;
- Offer code (codice offerta) che possa essere conservato dal cliente e riferito al momento della prenotazione o dell’acquisto del prodotto.
Mentre costruiamo, letteralmente, la nostra offerta, Google permette di vedere in anteprima (sulla destra) come verrà visualizzata dai nostri clienti:
Qual è pertanto il vantaggio di introdurre le offerte anche in Google Place? La caratteristica interessante di questo mezzo è che consente di rendere ben visibili le promozioni anche a tutti gli internauti che cercheranno l’attività in Google Maps, inducendo maggiore interesse verso l’azienda o la società. Cercando infatti l’azienda e cliccando sull’offerta saranno visibili tutte le informazioni inserite in precendenza riguardanti la promozione.
Per maggiori curiosità, guardatevi il video ufficiale di Google Places.













