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Zeitgeist 2007 cosa cercano gli utenti
Tra i termini più popolari utilizzati dagli utenti in Google.it nel 2007 vince Beppe Grillo.
La classifica è utile per monitorare gli interessi degli italiani che navigano in rete
La lista ufficiale fornita da google.it
1. beppe grillo
2. youtube
3. badoo
4. inps
5. agenzia delle entrate
6. myspace
7. inter
8. alitalia
9. milan
10. superenalotto
Google beffato da Federico Calzolari
Zeitgeist è una pagina che Google rende disponibile per mostrare quali siano state le parole più ricercate, suddivise per lingue e mese.
Si tratta di un utile strumento per chi si occupa di posizionamento di siti web per comprendere la tendenza delle keywords.
Nel mese di novembre i risultati di Zeitgeist sorprendono.
Federico Calzolari riesce ad essere il primo tra i termini di ricerca più usati in Google, superando addirittura la parola natale, emo, Rino Gaetano.
Federico Calzolari è un “ricercatore precario” presso la Scuola normale di Pisa.
Calzolari è un esperto di “
>grid computing” e ora è una delle persone più conosciute nel web per essere riuscito ad ingannare Google per un mese intero e averne dimostrato la fallibilità.
Non si tratta di nessuna operazione di “pirateria” o di imbroglio, si tratta solo di un gioco o di una sfida: dimostrare le imperfezioni negli algoritmi di Google e di conseguenza le inesattezze del pagerank e delle popolarità dei siti web.
E’ lo stesso Calzolari che spiega le ragioni di questa operazione:
“Non è un esperimento, è un gioco, che nasce da tre tesi di dottorato in corso qui a Pisa e che non sono state ancora completate”.
Calzolari tende a specificare: “Abbiamo fatto in modo che il motore venisse interrogato con queste parole che erano il mio nome”. Già, ma la “macchina” che faceva la ricerca ricorsiva non ha chiesto cento o dieci milioni di volte, “Federico Calzolari”. Lo ha fatto per poche migliaia di volte, anzi per 1 minuto al giorno, per i 30 giorni di Novembre: e con quella mezz’ora Google è rimasto ingannato”.
L’obiettivo di Calzolari era: “scoprire algoritmi che restano coperti dal segreto con giusta ragione, altrimenti verrebbe meno un elemento di verità, tutti potrebbero manipolarli, mentre Google è una cosa seria”.
Il test è stato efficace ma non sarà replicabile. Google avrà sicuramente corretto il problema, anche se la classifica è stata lasciata inalterata, come lo stesso Stefano Hesse (portavoce italiano di Google) ha dichiarato: “
“Non modificheremo la nostra classifica, è la prima vota in Italia che il motore viene bucato così clamorosamente, ma tra poco sarà pronta la classifica annuale, che ha tempi di latenza più lunghi, e quindi è più difficile da alterare”.
Calzolari non ha rivelato come sia riuscito a realizzare il “software” per beffare Google e ora si gode la sua notorietà:
«Al momento la mia attività principale è rispondere ai messaggi, alle telefonate, alle congratulazioni. Sono molti i ricercatori italiani all´estero che mi scrivono e perfino telefonano per congratularsi, per dirmi che sono orgogliosi che un italiano abbia fatto una cosa così».
Ottimizzazione dei Blog – i consigli di Matt Cutts
Matt Cutts durante il seminario “WordPress WordCamp” svoltosi a luglio ha chiarito quali sono i parametri che dovrebbero essere seguiti dai SEO per ottimizzare un Blog.
I punti su cui si è soffermato erano l’URL, l’ estensioni dei files, url, i livelli di struttura delle pagine web e i temi di WordPress.
URL e uso del trattino
Matt Cutts, riguardo questa annosa questione sull’uso del trattino o dell’undersore nelle URL, rivela che è indubbiamente migliore il trattino in quanto l’underscore non viene “letto” come un separatore di termini.
Google preferisce leggere un URL
www.1stonthenet.info/motori-di-ricerca
piuttosto che
www.1stonthenet.info/motori_di_ricerca
in quanto l’uso delle keywords nell’URL ha una sintassi migliore e ciò concorrerebbe ad un miglior posizionamento della pagina.
Modificare le URL già presenti nei vari siti attraverso L’URL rewriting avrebbe un costo/benefici non consigliabile in quanto Google vedrà per un periodo di tempo due pagine identiche con un URL diverso.
Si consiglia quindi di usare il trattino nella scelta futura degli indirizzi.
URL e estensione dei files
Google non da nessuna preferenza riguardo le estensioni dei file. Vengono considerati allo stesso modo file htm, html, php, asp, jsp, cf, ecc….
Nell’ottimizzazione delle pagine non è preferibile un’estensione piuttosto che un’altra.
URL statiche o dinamiche
Anche per questo dilemma Google non sembra avere preferenze.
L’unica attenzione da porre è per i caratteri Jolly, bisogna evitare che ne sia presente più di uno in quanto Google tende a non indicizzare quelle che ne abbiano due o più;
URL non corretto:
www.1stonthenet.info/?a=motore&b=ricerca&c=and&d=due/
Mentre per il link di ancoraggio (#) Google taglia ciò che è successivo a tale carattere.
la pagina
“http://www.1stonthenet.info/motori-di-ricerca/#posizionamento”
verrà indicizzata come la pagina
“http://www.1stonthenet.info/motori-di-ricerca/”
Livelli di struttura
Anche sui livelli di struttura Cutts è stato categorico.
Una pagina non avrà una migliore indicizzazione a seguito di differenti livelli di struttura.
Una pagina
“http://www.1stonthenet.info/motori/ricerca/”
avrà la stesse possibilità di posizionamento della pagina
“http://www.1stonthenet.info/motori-ricerca/”
Layout di WordPress
Cutts ha espresso un giudizio anche sull’aspetto dei temi di WordPress.
I web designer hanno sfruttato l’opportunità di creare modelli di layout personalizzati e rendersi visibili attraverso la nuova grafica realizzata e la distribuzione del modello.
Sull’uso di questo “marketing” Cutts ha espresso perentoriamente la sua obiezione: “i modelli sponsorizzati non vanno usati affinché la fiducia che Google ripone nel vostro sito non subisca un peggioramento ”
Si torna di nuovo a parlare di pagerank e trustrank.
I link in questi modelli di layout modificherebbero la popolarità di un sito e Google sta modificando i suoi parametri di indicizzazione proprio per sopperire a questa tecnica per aumentare il pagerank.
Per chi usa questi “sistemi” vi sarà una probabile penalizzazione futura.
Le definizioni di Matt Cutts sono sicuramente opinabili.
I riscontri pratici che ogni SEO nota attraverso il suo lavoro possono discostarsi da queste linee guida.
Sarebbe interessante sapere che ne pensano i SEO a riguardo, si attendono quindi commenti sulle esperienze di ognuno.
Posizionamento di siti web: Google penalizza i siti che vendono link
Molti blogger che si occupano di motori di ricerca stanno discutendo sulla vendita dei link a pagamento.
La notizia che ha fatto nascere nuove “preoccupazioni” per i SEO riguarda il fatto che Google ha voluto penalizzare il pagerank di alcuni siti che vendevano link a pagamento abbassando di un punto il loro pagerank. La scomparsa per alcuni giorni di Text-Link-Ads dall’indice di Google ne è un esempio.
La nuova azione di Google sembra sia confermata e il ridimensionamento potrebbe colpire tutti i siti o i blog che ospitano link a pagamento esterni ad AdSense.
I motivi potrebbero essere legati ad un maggior controllo sulla “veridicità” della popolarità di pagine web che tendono a farsi “aiutare” nell’incremento del pagerank proprio dall’acquisto di link testuali inseriti nelle pagine dei siti che offrono tale servizio.
Com’ è noto la popolarità di un sito viene valutata a seconda della quantità e dalla qualità dei link che puntano al sito o alle sue pagine interne.
L’algoritmo di Google monitorizza questi inbound link e serve a decretare un punteggio di popolarità che sulla toolbar acquisisce un valore da 0 a 10.
Un link spontaneo è usato per dare risalto ad una notizia, elencare una risorsa o per l’approfondimento di un argomento.
L’uso dei link a pagamento serve solo ad ingannare Google, mostrando che il sito possiede contenuti validi in quanto sono linkate le sue pagine.
Tale pratica secondo Google non è corretta in quanto falserebbe la popolarità di una pagina, e se i link venissero filtrati Google vedrebbe funzionare meglio i suoi algoritmi di ricerca.
Questa potrebbe essere solamente una delle cause, un’altra potrebbe essere la sua tendenza a monopolizzare il mercato dei link.
Per sostenere la vendita di spazi AdWords, Google potrebbe ostacolare la strada a tutti quei siti di media e piccola grandezza che hanno dei link a pagamento all’interno delle loro pagine.
Il fenomeno della compravendita di link potrebbe in futuro aumentare e Google potrebbe già correre ai ripari per non vedersi tagliare delle entrate da parte di quegli inserzionisti che sceglierebbe altri canali ad Adwords.
Tale scelta “generalizzata” porterebbe un peggioramento, perché è a discapito di molti.
I blogger hanno visto incrementare la loro popolarità attraverso l’alto numero di link ricevuti grazie alla ricchezza di contenuti.
Google potrebbe declassarli dal suo indice solamente perchè offrono spazi di inserimento di link.
Il mercato della compravendita dei link difficilmente scomparirà; in futuro potrebbe mutare.
I link saranno all’interno di testi o di articoli tematici studiati appositamente, allo scopo di mettere Google in difficoltà per la loro individuazione.
L’offensiva di Google potrebbe portare una novità positiva: la scomparsa di pagine web piene di link testuali a favore dei contenuti e l’abbassamento dello spam.
Pagerank: verso l’aggiornamento o la scomparsa?
Sentore di novità per ciò che riguarda il pagerank.
Chi si occupa di motori di ricerca sta assistendo a qualcosa di inusuale rispetto l’aggiornamento del pagerank, che è arrivato ad un ritardo lunghissimo rispetto la norma.
Ciò pone il dubbio se il pagerank sia destinato a scomparire o se si stia verificando un aggiornamento su grande scala.
I fatti illustrano che il pagerank (“quello nella toolbar non quello reale”) sta cambiando.
L’aggiornamento oramai non si è più verificato da 5 mesi, di solito avveniva dopo 3-4 mesi al massimo.
Pochi sono stati i siti che hanno visto mutare tale valore, solitamente l’aggiornamento colpiva tutte la pagine web visibili in rete.
Il valore del pagerank è mutato sempre al ribasso (ad esempio Pandemia e Sw4n hanno visto un abbassamento da PR6 a PR5), nei precedenti aggiornamenti tale valore poteva abbassarsi o alzarsi.
I SEO statunitensi, spesso attenti a queste novità, scrivevano numerosi articoli sul caso, ora si trovano rarissimi articoli che trattano l’argomento.
I pochi aggiornamenti che si stanno verificando non sono simultanei mentre in precedenza avvenivano nel giro di pochi giorni per tutti i siti.
Questi cambiamenti fanno supporre che ci saranno sostanziali novità per il valore che Google attribuisce alla popolarità delle pagine web.
Tra le ipotesi non si parla solo di radicali trasformazioni ma addirittura della sua scomparsa.
Un ottimo articolo apparso su progetto seo illustra che la casualità cui assistiamo potrebbe essere l’ “agonia” del pagerank.
Google forse sta incorporando Orion, un nuovo algoritmo di Google inventato da Ori Allen.
Orion in realtà non è un vero è proprio algoritmo per la visualizzazione dei risultati di ricerca, ma potrebbe verificarsi la sua integrazione con altri strumenti di calcolo per la pertinenza semantica dei risultati.
Essendo la notizia sulla nascita di Orion datata 18 mesi fa ed essendo il tempo di lavoro richiesto appunto di 18 mesi si ipotizza come non casuale tale coincidenza.
Se effettivamente vedrà la luce il progetto Orion, il pagerank potrebbe essere abbandonato e la sitemap usata per la catalogazione delle pagine web.










