Category Archives: News dal mondo Social

Diciamo no! alla compravendita di fan

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Ieri mattina è apparso sul Corriere.it, quotidiano online del Corriere della Sera, un intervista di Marco Camisani Calzolari, imprenditore milanese e professore di Corporate Communication  e Linguaggi Digitali alla IULM, il quale denunciava a gran voce il fenomeno della compravendita di fan e di follower da parte delle aziende e della agenzie italiane.

Del resto anche noi, in un altro articolo postato qualche mese fa, avevamo segnalato la tendenza da parte di alcuni utenti ad abusare di queste strategie per ottenere, con un minore sforzo e un tempo decisamente più limitato, un gran numero di “seguaci” da pubblicizzare all’interno delle proprie pagine. Scrivo “seguaci” tra virgolette e sottolineo pubblicizzare perché di fatto il fenomeno della compravendita di fans (o followers nel caso di Twitter) non comporta altro se non ottenere una community numerosa sì, ma del tutto fasulla. Il numero dei fans infatti non conta se poi non possiamo interagire con loro o se questi stessi utenti non sono interessati ai nostri prodotti.

Facebook e la “nuvola” in arrivo

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Dopo le ultime novità portate sul campo da Google Drive, il nuovo servizio di cloud computing offerto da Mountain View, anche Facebook si prepara all’esordio nel mondo del file sharing: secondo le ultime notizie, infatti, all’interno dei gruppi sarà possibile condividere files fino ad un massimo di 25 MB. Come sempre accade quando Facebook decide di introdurre delle modifiche o dei miglioramenti all’interno del proprio social network, però, nel primo periodo il nuovo servizio sarà a disposizione solo di pochi utenti, per poi venire gradualmente esteso a tutti quanti entro un breve arco di tempo.

Bene o male, l’importante è che se ne parli

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Non vi è alcun dubbio che i social media siano stati capaci di rendere molto più trasparenti le marche e i brand, tenuti sotto il vigile controllo dei consumatori che, attraverso le piattaforme sociali, hanno imparato a recensirli e ad interagire direttamente con loro, attraverso un tipo di comunicazione che simula sostanzialmente quella face-to-face dal momento che tutti i commenti sono sempre ben visibili online inducendo così le marche a rispondervi prontamente.

Questo elemento di novità ha una rilevanza non da poco, ( del resto non ho mancato di ribadirlo in numerosi articoli) se pensiamo che prima dell’arrivo dei social media era praticamente impossibile rivolgersi direttamente alle marche, specialmente con quelle più grandi ed autorevoli.

Con i social network infatti i brand sono stati praticamente costretti a seguire una condotta di onestà e di ferrea affinità con i propri clienti, dal momento che i consumatori non si fidano più delle marche che non siano in grado di rispondere alle proprie richieste, esigenze o alle proprie lamentele.

Questa linea di trasparenza, però, sebbene rappresenti un grande vantaggio ed un enorme passo in avanti nel rapporto suppliers-customers, di fatto può facilmente trasformarsi in un’arma distruttiva per le marche o i brand che intendono adottare queste strategie di comunicazione con i propri clienti.

Teoria dell’evoluzione di…Pinterest

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Qualche tempo fa, avevo dedicato un intero post alla descrizione di come la comunicazione si fosse evoluta e si fosse diretta sempre di più verso un universo fatto di immagini, tesi supportata dal grande successo riscosso negli ultimi mesi da applicazioni come Instagram ma specialmente dall’exploit di un social network come Pinterest.

Pinterest infatti è una piattaforma sociale prettamente visiva, nel senso che si basa sulla condivisione di immagini e fotografie e sui relativi commenti degli utenti; nel corso del 2011 questo social network ha conosciuto una diffusione sbalorditiva, dimostrando quindi che ciò che piace agli utenti di internet sono proprio i contenutiillustrati”.

E LinkedIn batte tutti!

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Non mi stancherò mai di ripeterlo: con i social network c’è sempre da imparare qualcosa di nuovo. Ogni singolo giorno. Per questo non dovrebbero sconvolgerci troppo i dati riportati da una delle ultime ricerche di HubSpot (nota azienda americana sviluppatrice di software ed esperta di strategie di marketing), sebbene siano eccezionalmente inediti e originali.

Lo studio, che ha coinvolto più di 5000 attività commerciali legate al mondo dei social media, oltre ad avere ribadito l’importanza generale della promozione dei propri business (siano essi B2B o B2C) attraverso questi canali, ha evidenziato la prevalenza di Linkedin, come generatore di traffico e di conversioni rispetto agli altri social network. In particolare, dalla ricerca, emerge che LinkedIn sia 4 volte più efficace rispetto ai propri concorrenti, ottenendo un tasso di lead generation pari al 2,60%, di gran lunga superiore a quelli riportati da Twitter (0,67%) e soprattutto da Facebook (0,39%).

Advertising o non advertising?

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Non è che non esistano strade alternative di promozione on-line, ma molto spesso accade che gli stessi canali che offrono servizi di advertising, commettano un’imprecisione e un errore di lessico. E per la stessa ragione anche noi, comuni utenti del web, ci concediamo questa inesattezza.

Quando infatti i big di internet acclamano a gran voce l’arrivo di “nuovi” servizi pubblicitari e di promozione on-line, spesso lo fanno sfruttando la stessa porzione di enciclopedia che si rivolge anche ai servizi di advertising tradizionali. Per questo non stupisce il disorientamento degli utenti di fronte a questi annunci trionfali, dal momento che questi non desiderano sfruttare nuove strategie di pubblicità convenzionale, ma vogliono conoscere nuovi strumenti di promozione, alternativi a quelli che hanno imparato ad usare negli anni e ad utilizzare in caso di necessità.

L’errore quindi non risiede tanto nel fatto che nessuno sia stato capace, finora, di inventarsi nuovi espedienti di marketing, quanto piuttosto nella capacità dei rispettivi inventori di identificare la giusta area di riferimentoLe soluzioni che spesso i media caratterizzano come advertising spesso non lo sono affatto, mentre altre, considerate semplice “chiacchiericcio”, sono molto più produttive e divulgative delle precedenti.