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Diciamo no! alla compravendita di fan

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Ieri mattina è apparso sul Corriere.it, quotidiano online del Corriere della Sera, un intervista di Marco Camisani Calzolari, imprenditore milanese e professore di Corporate Communication  e Linguaggi Digitali alla IULM, il quale denunciava a gran voce il fenomeno della compravendita di fan e di follower da parte delle aziende e della agenzie italiane.

Del resto anche noi, in un altro articolo postato qualche mese fa, avevamo segnalato la tendenza da parte di alcuni utenti ad abusare di queste strategie per ottenere, con un minore sforzo e un tempo decisamente più limitato, un gran numero di “seguaci” da pubblicizzare all’interno delle proprie pagine. Scrivo “seguaci” tra virgolette e sottolineo pubblicizzare perché di fatto il fenomeno della compravendita di fans (o followers nel caso di Twitter) non comporta altro se non ottenere una community numerosa sì, ma del tutto fasulla. Il numero dei fans infatti non conta se poi non possiamo interagire con loro o se questi stessi utenti non sono interessati ai nostri prodotti.

Advertising o non advertising?

dubbio

Non è che non esistano strade alternative di promozione on-line, ma molto spesso accade che gli stessi canali che offrono servizi di advertising, commettano un’imprecisione e un errore di lessico. E per la stessa ragione anche noi, comuni utenti del web, ci concediamo questa inesattezza.

Quando infatti i big di internet acclamano a gran voce l’arrivo di “nuovi” servizi pubblicitari e di promozione on-line, spesso lo fanno sfruttando la stessa porzione di enciclopedia che si rivolge anche ai servizi di advertising tradizionali. Per questo non stupisce il disorientamento degli utenti di fronte a questi annunci trionfali, dal momento che questi non desiderano sfruttare nuove strategie di pubblicità convenzionale, ma vogliono conoscere nuovi strumenti di promozione, alternativi a quelli che hanno imparato ad usare negli anni e ad utilizzare in caso di necessità.

L’errore quindi non risiede tanto nel fatto che nessuno sia stato capace, finora, di inventarsi nuovi espedienti di marketing, quanto piuttosto nella capacità dei rispettivi inventori di identificare la giusta area di riferimentoLe soluzioni che spesso i media caratterizzano come advertising spesso non lo sono affatto, mentre altre, considerate semplice “chiacchiericcio”, sono molto più produttive e divulgative delle precedenti.

L’advertising di Facebook decolla

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A meno di un mese dall’atteso debutto al Nasdaq di Facebook, ecco che per il social network di Mark Zuckerberg sono in arrivo altre buone notizie.

Il team di Palo Alto infatti sta guadagnano quasi il doppio, in annunci pubblicitari, rispetto al primo trimestre dell’anno precedente. I dati, elaborati e diffusi da TBG Digital, rivelano che il Cpm (che per i neofiti dell’advertising si riferisce al costo per mille visualizzazioni di un annuncio) è aumentato del 41%, ovvero che il costo medio per impression è cresciuto vertiginosamente nel corso dell’anno appena trascorso.

Non solo.

Ed ecco qualche news…

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Le novità che intendo presentare oggi riguardano i tre social network più attivi e più influenti del momento: Facebook, Twitter e LinkedIn.

Facebook

Il social network di Palo alto, dopo le recenti modifiche introdotte nelle scorse settimane (che ho già analizzato in diversi altri articoli) ha deciso di implementare i propri interventi e di migliorare i servizi offerti agli utenti anche per quanto riguarda i gruppi.

Tweeting advertising

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Quanti di voi sono già stanchi della Timeline di Facebook e dei News Feed? Quanti sono stufi delle continue invasioni di pubblicità del sito in blu? Quanti per questa ragione hanno fin da subito elogiato la piattaforma di Twitter ignari, inconsapevoli e ben speranzosi che, per via della sua natura “a flusso”, non potesse essere contagiata dall’eccessiva proliferazione di advertising?

Se anche voi fate parte di queste categorie purtroppo ci sono brutte notizie in vista; se invece siete imprenditori o se siete interessati a promuovere la vostra attività o azienda, l’articolo potrebbe interessarvi.

C’è la crisi? Ma c’è internet!

Contrariamente a quanto si pensi, specialmente in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, sarebbe errato pensare di ridurre i propri investimenti nell’ambito dell’internet marketing o addirittura di eliminarli completamente perché ritenuti superflui.

Al contrario, internet e il web rappresentano la frontiera più all’avanguardia non solo per promuovere le vostre aziende ma anche e soprattutto per incrementare i vostri profitti. Come? Sono i dati a dimostrarcelo.

Secondo una ricerca pubblicata da DAG, la quale si occupa di monitorare lo sviluppo dell’economia digitale in Italia, si assiste ad un incremento fino al 10% delle imprese che stanno sul web a fronte della stagnazione di quelle ancora off line; inoltre si assiste ad un aumento del 50% del margine operativo solo grazie al world wide web.

Non solo. Secondo un altro sondaggio commissionato da Google al Boston Consulting Group, le PMI italiane, grazie a internet, crescono più rapidamente e raggiungono più facilmente e in misura maggiore una clientela internazionale.

Per capire quanto il web incida sul lavoro delle imprese italiane, basta pensare che nel solo 2010 l’internet economy ha avuto un impatto pari al 2% del totale del Pil del nostro Paese, una cifra che, sebbene sotto la media europea, è da considerare sbalorditiva, se pensiamo che supera quello del mercato della ristorazione. In particolar modo, secondo il gruppo, entro il 2015 sarà destinato ad essere più che raddoppiato.

Infine per comprendere fino in fondo quanto il web sia indispensabile per le aziende (anche e specialmente medio/piccole) basta pensare a quanto internet cambi il modo in cui acquistano i consumatori: nel 2010 il 73% degli acquirenti cerca i prodotti online, il 31% li acquista direttamente dagli e-commerce e più del 55% cambia idea su un prodotto o un brand dopo averlo cercato online.

Cifre che parlano da sole. Sebbene non basti “esserci”. Bisogna starci, e starci nel modo corretto. Oltre quindi ad avere un sito web curato è fondamentale sfruttare tutti i canali che l’internet economy mette a disposizione in termini di advertising e pubblicità. Ma soprattutto, come mai prima d’ora, bisogna essere e stare anche dentro i social media. Se non altro perché costituiscono una vetrina gratuita per milioni di potenziali nuovi acquirenti o fedeli consumatori.

Ecco allora che si rivela indispensabile più che mai rivolgersi ad esperti del settore, capaci di pensare la campagna giusta per voi, specialmente se adesso la vostra azienda sta attraversando un momento critico.

Se infatti state pensando che avrebbe bisogno di essere migliorata, conosciuta o anche solo ristrutturata, il web vi dà l’opportunità di fare tutto questo e anche di più ad un costo imbattibile rispetto a qualunque altro restyling. Inoltre offre alle vostre aziende infinite possibilità, che non troverete da nessun altra parte.