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Twitter dal volto umano sfida Google News

Twitter
di in Twitter il 18 gennaio 2013

 

Nonostante abbia recentemente superato la quota di 500 milioni di utenti iscritti in tutto il mondo, Twitter ha pensato bene di non accontentarsi e di investire invece ulteriormente nel migliorare ancora una volta il servizio offerto ai propri account. Sebbene infatti sia universalmente riconosciuto come il più potente e straordinario strumento di microblogging del mondo, di fatto però Twitter non ha un vero contenuto. Mi spiego meglio. Twitter, pur essendo un grande canale di diffusione di notizie, in realtà non si offre come uno strumento produttore di notizie. Ecco su cosa hanno deciso di investire il CEO e tutta la brigata del social network cinguettante. 

Pensiamo, ad esempio, a quando cerchiamo di effettuare una ricerca all’interno della sua piattaforma: ciò che Twitter ci restituisce sono spesso informazioni disconnesse, casuali e prive di qualsiasi logica dal punto di vista semantico. Lo stesso vale se decidiamo di avvalerci dei trend topic: possiamo scegliere qualunque hashtag e Twitter semplicemente ci restituirà tutti gli stati e gli aggiornamenti che contengono quella precisa parola, senza alcun tipo di ordine di significati.

Per questa ragione lo staff di Twitter ha deciso di investire una grande quantità del proprio capitale umano nel migliorare le possibilità di ricerca di notizie da parte dei propri utenti all’interno della sua stessa piattaforma: ciò che intende ottenere è un social network in grado non solo di diffondere notizie ma, in una certa misura di produrle, o meglio di aggregarle.

Partendo infatti dalla riflessione secondo cui

Le persone digitano parole da ricerca di cui probabilmente non hanno mai letto prima quindi è impossibile sapere senza un contesto specifico cosa vogliono dire

gli obiettivi del social network cinguettante sono molto chiari: sviluppare la propria piattaforma integrando al suo interno una sorta di vero e proprio motore di ricerca. Il vero elemento innovativo però è rappresentato dal fatto che, a differenza di quanto fatto fino ad ora o di quanto fanno i concorrenti di Twitter -come Google (con Google News)-, a lavorare all’interno del motore non saranno solamente spider e algoritmi ma anche vere persone in carne ed ossa, che cercheranno di migliorare e di dare un senso ai risultati di ricerca degli utenti. Lo stesso staff di Twitter ha infatti confermato e  motivato questa scelta:

Quando si verifica un evento degno di nota, la gente va subito su Twitter per cercare notizie su quell’evento, perciò abbiamo bisogno di insegnare ai nostri sistemi a interpretare queste query nel minor tempo possibile, perché nel giro di qualche ora il picco di ricerche si sarà esaurito. Per farlo, abbiamo costruito un motore di computazione umana in tempo reale che ci aiuta a identificare in fretta le query di ricerca.

Come funzionerà questo empowerment di Twitter? Ogni volta che un termine diventerà sufficientemente condiviso e conosciuto, una particolare API di Twitter invierà una query al cosiddetto Mechanical Turk di Amazon (una piattaforma di crowdsourcing). Lì, determinate persone affiancheranno ai termini una precisa tassonomia, classificandoli in base agli argomenti più in voga sul momento e rendendo semanticamente fluenti le ricerche in base alla rilevanza dei termini rispetto al topic di interesse.

Questo cambiamento sarà importante e rilevante non solo per i semplici utenti ma anche per i brand e per le aziende, dal momento che andrà ad incidere in modo decisivo anche sulle ADs e sulla visualizzazione degli annunci pubblicitari, che saranno finalmente completamente in linea con i contenuti associati alle ricerche degli account e potranno così potenzialmente essere più efficaci e incisivi, indirizzandosi solo ed esclusivamente ad utenti realmente interessati.

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