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Find my Face in arrivo su Google +
E’ di questi giorni la notizia dell’arrivo del riconoscimento automatico dei volti sul social di Google.
Find my Face, si chiama così questa nuova funzione che – in parole povere – permetterà di taggare le persone presenti nelle foto che ogni individuo carica sulla propria pagina del social Plus.
Non sembra niente di nuovo, in effetti ricorda il Tag del social Facebook. A dire il vero però qualche differenza c’è. Infatti Google Plus, proprio per prevenire eventuali polemiche di “scopiazzamento” dal social blu, ha creato questa nuova funzione di riconoscimento volti che è innanzitutto automatica, non sarà quindi necessario taggare volto per volto e foto per foto perché il social sarà capace di riconoscere le facce da solo. Inoltre, non sarà una funzione di default bensì opzionale, sarà quindi necessario il consenso dell’utente perché il suo volto venga taggato.
In parole semplici: ogni utente Google Plus può decidere se attivare o meno questa nuova funzione Find My Face. Se si decide per l’attivazione, ogni volta che viene caricata una foto con il nostro volto saremo automaticamente taggati e Goggle Plus invierà un messaggio di notifica. Mentre se carichiamo foto e vogliamo taggare qualcuno è necessario che abbia la funzione attivata.
Basta andare nella pagina impostazioni e il gioco è fatto!
Su Facebook arriva un nuovo pulsante: Subscribe!
E’ notizia di pochi giorni che Facebook avrebbe intenzione di estendere, ancora una volta, il proprio panorama di plug-in sociali.
Nonostante infatti l’offerta concessa in merito alla diffusione sociale dei propri contenuti, a tutti gli utenti, sia nelle pagine in blu, che nei siti internet, sembrerebbe proprio che il colosso di Palo Alto abbia il proposito di colonizzare qualsiasi opportunità e arteria del web, rimasta ancora “scoperta”.
Questo almeno è quanto ha dichiarato Joanna Shields,vicepresidente e managing director di Facebook Europa, Medio Oriente e Africa, alla conferenza Le Web tenutasi oggi a Parigi.
La Shields, attraverso le sue parole,ha rivelato che il nuovo pulsante, Subscribe, dovrebbe consentire ai visitatori di una pagina di iscriversi agli aggiornamenti di quel sito su Facebook.
Già da tempo tutti gli utenti interessati a ricevere le ultime notizie, provenienti da qualsiasi pagina Facebook, potevano tranquillamente sfruttare il Like del sito per diventarne seguaci e ricevere tutte le ultime novità. Il pulsante Subscribe però si discosta per alcune peculiarità dal Mi piace e perciò già da settembre Facebook ha iniziato ad offrire ai propri “clienti” la possibilità di iscriversi, tra gli altri, alle pagine di giornalisti e personaggi pubblici.
Ancora possediamo troppe poche informazioni per capire quali organizzazioni, marche o personalità avranno intenzione di sfruttare questo nuovo strumento e di metterlo a disposizione dei propri fan (per informazioni aggiuntive ci potete trovare qui). Ciò che sappiamo certamente è che funzionerà un po’ come il pulsante Follow di Twitter contenuto nei siti web.
A giudicare da queste indiscrezioni, sembrerebbe allora che questa nuova idea, presentata come novità, altro non sia che una nuova rincorsa ad accaparrarsi le strategie meglio riuscite dei concorrenti…Facebook non starai mica prendendo la piega di Google Plus?
Quanto ci aiuta Facebook?
A quanto pare, sembrerebbe che non solo gli esperti di marketing e di tecnologia digitale si stiano sempre più convincendo che la presenza delle aziende nei canali social, rappresentati ovviamente dai grandi colossi Facebook e Twitter, sia non solo condizione necessaria e indispensabile ma che sia soprattutto riconosciuta come conveniente, costruttiva e fruttuosa.
Il vero elemento innovativo, però, è costituito dal fatto che non sono solo le grandi corporation e i brand conosciuti e rinomati a sfruttare questi canali e a godere dei vantaggi che offrono, ma sono anche le piccole imprese, agenzie, catene (etc etc) a prediligere questa strada per connettersi “one-to-one” con i propri clienti (o potenzialmente tali).
Chi ci offre queste informazioni, è una ricerca prodotta ed elaborata da Emarketer, e si concentra principalmente sulle aziende statunitensi.
Dallo studio emerge che ben il 70% delle piccole aziende utilizza Facebook come canale di comunicazione con le persone, secondo strumento digitale dietro alle e-mail e quarto in ordine di importanza, superato -di poco- solamente dal telefono e dalle relazioni face-to-face.
Ciò che più stupisce ed affascina, però, non sono tanto i dati relativi all’utilizzo che le aziende fanno di questi canali, quanto di più quelli legati a quanto le aziende credano e ritengano che siano utili questi strumenti. In altre parole, a quanto sono servite loro queste piattaforme per farsi conoscere ed apprezzare in modo da “acchiappare” nuovi clienti con il minimo sforzo.
Per l’83% Facebook è in testa, e resta lo strumento più valido ed efficace, mentre Twitter, con il suo 46% lo segue a ruota, incredibilmente staccandosi di molto dalle (forse) ormai obsolete recensioni e dal ben consolidato fenomeno dei deals e delle offerte del giorno.
La ricerca pone in evidenza quindi come e quanto sia ritenuta imprescindibile ed essenziale la propria presenza non solo sul web, che ormai appare retorico e lacunoso, ma anche e soprattutto sui canali dei social network. Questi strumenti infatti possono consentire a chiunque di elaborare una strategia di social media marketing remunerativa e proficua attraverso l’utilizzo di piccoli accorgimenti, affidati nelle mani di esperti del settore.
Voi volete raccontarci la vostra storia? Cosa avete fatto? Quali risultati avete ottenuto?
Se invece siete alla ricerca di esperti che possano darvi una mano, rivolgetevi alla Magic Web agency, sapranno indicarvi la strada giusta per diventare veri social media manager!
I blog di WordPress e la pubblicità
Automattic, azienda creatrice di WordPress.com, e Federated Media sono finalmente giunte ad un accordo storico.
L’alleanza fra le due società americane infatti, permetterà a tutti gli utenti della piattaforma WordPress di poter guadagnare, attraverso il proprio blog, grazie a inserzioni pubblicitarie da inserire al proprio interno. Sostanzialmente, il progetto WordAds permetterà l’introduzione di banner, forniti dai più diversi brand dell’advertising online.
Erano già diversi anni che le richieste su questo fronte, da parte degli utenti, si facevano sempre più frequenti e pressanti e Automattic ha pensato bene di premiare la cura e la costanza investita dai propri fedelissimi nei blog presenti sulla piattaforma.
I responsabili di WordPress però, oltre a investire in un nuovo e potenzialmente notevolmente redittizio strumento, quale WordAds, hanno in realtà creato una vera e propria arma a doppio taglio.
Se da un lato, lo scopo della creazione di questo nuovo strumento di advertising, interno alla piattaforma di WordPress, era semplicemente quello di rispondere alle richieste insistenti degli utenti, da subito ha rivelato la sua doppia natura. Dalle parole degli addetti ai lavori è infatti trapelata immediatamente anche la forte critica (e quindi l’attacco diretto) nei confronti di Google, sottolineando come i meccanismi di Adsense siano diventati ormai l’abitudine nel campo pubblicitario. “Investite tempo e sforzi nei vostri blog e meritate più di AdSense” è quello che ha dichiarato il nuovo responsabile del progetto, Jon Burke, in un comunicato diffuso dallo stesso WordPress.
Come sempre però, non è tutto oro quello che luccica. WordAds infatti non è per tutti; se la possibilità di iscrizione al programma è aperta a chiunque, solo pochi blog potranno godere di questo strumento, valutati e scelti sulla base di diversi criteri, tra cui la lingua di pubblicazione, il tipo di contenuti veicolati e il traffico degli internauti. Inoltre, per poterti iscrivere, devi necessariamente avere un dominio proprietario e un account PayPal su cui versare gli introiti della tua pubblicità.
Tutto sommato WordPress è riuscita a creare un alternativa al monopolio di Google Adsense, ma per voi ha fatto bene a rifiutare l’accordo con Big G, a favore di uno strumento completamente nuovo?
La nuova nazione degli italiani è Facebook
Se il clima di crisi fa perdere la fiducia e la speranza nello Stato Italiano, i cittadini del Belpaese prontamente rispondono, andandosene alla ricerca di una nuova “patria“. Virtuale.
Facebook sembra proprio rappresentare la via di fuga di tutti coloro che, stanchi della monotonia quotidiana e alla ricerca di novità, navigano nella rete condividendo le proprie esperienze ed emozioni.
Sono infatti 21 milioni gli italiani presenti nel social network in blu, dato che risulta ancor più sbalorditivo se paragonato al totale dei netcitizen del Paese: 27 milioni.
Atro elemento decisamente stupefacente è che di tutti gli utenti tricolori, ben 13 milioni navigano sul social network quotidianamente, supportati anche dai nuovi strumenti tecnologici, quali tablet e smartphone.
Queste informazioni rivelano tutta la loro importanza specialmente a chi si occupa di social medi marketing. E’ evidente infatti, alla luce di questi dati, quanto sia indispensabile la presenza della propria azienda o del proprio marchio (almeno) all’interno del social in blu, poichè grazie a questo strumento si ha la possibilità, potenziale, di raggiungere un pubblico di utenti/clienti vastissimo. Inoltre rivelano anche quanto sia di fondamentale importanza, affidarsi a esperti del settore per progettare e mettere a punto una campagna di advertising efficace e a misura dello strumento che si sta utilizzando, per evitare di trasformarlo in un mezzo del tutto inutile ed inutilizzabile, ma soprattutto per sfruttarne al massimo tutte le sue immense potenzialità.
Se è vostra intenzione affacciarvi sui social networks, ma non avete la benchè minima idea di come comportarvi con questi strumenti, o avete intenzione di rivolgervi a mani esperte per progettare una campagna di marketing sociale ad hoc, contattate la Magic Web Agency!
Identified, social network per trovare lavoro
Dopo LinkedIn, ma con un approccio completamente differente da LinkedIn, arriva Identified.com.
Il social network è nato nel 2010 dall’idea di Adeyemi Ajao e Brendan Wallace, due studenti dell’Università di Stanford, come esperimento, ed ben presto diventato un business effettivo e reale, grazie ai contributi provenienti da diversi investitori. La sua filosofia è del tutto innovativa poichè, non si propone come piattaforma per professionisti, in cerca di consolidare la propria carriera e trovare nuove opportunità o conoscenze nel proprio campo ( proprio come LinkedIn), ma nasce principalmente per sostenere i giovani in cerca di lavoro, magari anche del loro primo lavoro.
Il sito web, è ancora in fase di costruzione, perciò non pretende assolutamente di proporsi come soluzione finale ed esaustiva nella ricerca di un’occupazione, di fatto si presenta come una piattaforma-vetrina per le aziende. Il social infatti ha lo scopo di far conoscere all’utente iscritto quanta “domanda di lavoro” c’è corrispondente al suo profilo professionale e per fare ciò attribuisce a ciascuno un punteggio da 0 a 100. I punti sono calcolati sulla base di:
1. Domanda delle aziende;
2. Profilo professionale:
- Carriera accademica: cosa hai studiato e dove;
- Esperienze lavorative: dove hai lavorato e che mansioni hai ricoperto;
- Informazioni dalla rete: chi conosci e che punteggio hanno le persone che ti conoscono.
Le aziende contemporaneamente possono attuare una vera e propria operazione di reclutaggio sulla base delle infomazioni disponibili sul profilo di ciascuno degli utenti iscritti.
La piattaforma verrà lanciata definitivamente entro breve tempo, per ora però la risposta da parte dei netcitizen, soprattutto dai giovani intorno ai 24 anni, sembra essere molto promettente.
Io mi registro, e tu cosa aspetti?











