L'importanza di usare (nel modo giusto) gli hashtag

L’importanza di usare (nel modo giusto) gli hashtag

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di in Marketing, Social, Tutorial il 22 marzo 2017

 

Su Twitter regnano dal lontano 2007, ma, nel tempo, si sono estesi anche a tutti gli altri social network. Parliamo degli hashtag, che sono diventati uno strumento fondamentale per:

  • Filtrare i post attraverso topic salienti;
  • promuovere prodotti e brand;
  • Coinvolgere gli utenti;
  • Unificare le conversazioni attorno ad un lancio o a un evento.

Come si crea un buon hashtag? Quali caratteristiche deve possedere? Come favorirne la diffusione? Di seguito nell’articolo cercheremo di rispondere a tutte queste domande.

Quali caratteristiche deve possedere un buon hashtag

Non esiste l’hashtag perfetto e non è possibile individuare una formula sempre valida per crearne uno. Esistono, tuttavia, degli accorgimenti che è opportuno seguire per non sbagliare:

  • L’univocità. Identificare una parola o una combinazione di parole che descriva esattamente l’argomento o il contesto a cui facciamo riferimento nel post è fondamentale per etichettare correttamente il contenuto del messaggio di cui vogliamo favorire la diffusione.
    Utilizzare un hashtag molto usato ma inappropriato sarebbe una sorta di spam, che avrebbe come unico risultato quello di indisporre gli utenti alla ricerca dei risultati idonei per quella chiave di ricerca.
    L’obiettivo non dev’essere quello di raggiungere il pubblico più ampio possibile, ma quello di raggiungere il proprio pubblico di interesse. 
  • Originalità. Essere creativi nella creazione di un hashtag è utile quando si decide di individuare un hashtag identificativo della propria attività e di utilizzarlo sempre, come una sorta di promessa commerciale condensata in formato cancelletto.
    In questo caso, però, è bene precisare che la fortuna e la diffusione di un hashtag non sono legate tanto all’etichetta in sé, quanto alla capacità di penetrazione del brand e alla visibilità online che riesce a conquistare veicolando contenuti di qualità, capaci di attirare l’attenzione del pubblico.
    La diffusione di un hashtag diventa, a quel punto, una conseguenza della raggiunta fidelizzazione.
  • Brevità e chiarezza. E’ importante scegliere delle keyword chiare, concise e facili da digitare. Gli hashtag non devono essere troppi, una sfilza di etichette accumulate senza criterio diventa indigesta e inutile. L’ideale è usare almeno un hashtag e non scriverne più di 2-3. 
  • Unicità. Un solo hashtag, molti social network. Quando si tratta di campagne di marketing, è cruciale non disperdere l’impiego degli hashtag, utilizzandone diversi sulle varie piattaforme social. Per favorirne la diffusione, è molto più utile puntare sempre sugli stessi.

Come favorire la diffusione di un hashtag

Una volta soddisfatti questi requisiti e individuato uno o più hashtag efficaci e spendibili, prima di passare alla fase successiva, è necessario effettuare qualche ricerca per controllare se le parole prescelte siano state già usate da qualcuno e in riferimento a quale argomento.

Una verifica preliminare importante, che è sempre opportuno compiere. E’ sconsigliabile, infatti, ricorrere ad una keyword già utilizzata per tutt’altro tipo di argomento.  

Per individuare le keyword più appropriate, anche in base alla propria nicchia di mercato e al comportamento dei principali concorrenti, si può ricorrere all’uso di un tool. 

Oltre a consultare la funzione “Tendenze” di Twitter che, pur essendo generica, può aiutare ad individuare tendenze in linea con la propria attività, esistono numerosi strumenti di ricerca per analizzare l’efficacia e la diffusione degli hashtag prescelti.

Tra questi Hashtagify.me un tool che consente di trovare hashtag correlati a quelli più diffusi e che può aiutare a trovare nuove keyword, capaci di far raggiungere porzioni di pubblico non raggiunte in precedenza.

Dopo aver selezionato attentamente le keyword degne di rappresentare il proprio brand in formato hashtag, si può passare all’uso. E alle strategie per favorirne la diffusione.

In questo senso, le possibilità sono diverse e comprendono:

  • Invitare i propri follower a condividere l’hashtag nell’ambito di iniziative promozionali; come, ad esempio, contest creativi in cui si invitano gli utenti a condividere una frase, un’immagine o una storia relativa al brand o all’uso di un prodotto o di un servizio e ad etichettare i post con l’apposito hashtag.
    Per incentivare il proprio pubblico, si può mettere in palio una vincita e premiare il post più originale e creativo. Oppure quello che riesce ad ottenere il maggior numero di like, interazioni, condivisioni etc.
  • Coinvolgere un influencer, un esperto del proprio settore, una voce autorevole dotata di un seguito significativo e impostare una collaborazione che preveda, tra le altre cose, una recensione dei nostri prodotti veicolata attraverso post con il relativo hashtag.

  • Nel caso di un evento o del lancio di un prodotto lanciare il relativo hashtag con largo anticipo, all’interno di post teaser che creino il senso dell’attesa, lasciando l’avvenimento in questione avvolto nel mistero, eccetto che per la rivelazione di pochi dettagli in grado di intrigare il pubblico.
    E’ fondamentale poi continuare ad usare le stesse keyword  anche durante lo svolgimento dell’evento. E invitare gli utenti che vi partecipano a fare altrettanto per unificare tutte le conversazioni attorno allo stesso argomento.
    Se si dovesse verificare la diffusione di un hashtag alternativo e non ufficiale è importante non irrigidirsi ed “adottarlo”. Lo si può usare accanto a quello prescelto. Oppure lo si può adottare in esclusiva se emerge come quello effettivamente più diffuso.

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