Sotto il giogo della responsabilità civile e penale la libertà di espressione della rete.

La causa è del disegno di legge sull’editoria presentato il 3 agosto 2007 dal Governo ed approvata il 12 ottobre dal Consiglio dei Ministri.
Il disegno di legge imbavaglierebbe la maggior parte dei blog e dei piccoli siti amatoriali che esistono in rete.

La nuova legge obbligherebbe la registrazione al ROC (Registro Operatori della Comunicazione) e un internet tax per tutti i blog, equiparandoli ad organo di stampa; inoltre dovrebbero dotarsi di un giornalista con la qualifica di direttore responsabile.
I contenuti del sito dovrebbero essere controllati da un editore e un direttore per non incorrere in diffamazione (articolo 57 e 57 bis del codice penale).

Nel web la notizia è passata inosservata, a sollevarla è stato Valentino Spataro, curatore del sito Civile.it.

Precedentemente le legge sulle provvidenze all’editoria del 2001 non includeva i siti web nell’articolo 13 della legge sulla stampa.

La diffamazione via web era “semplice”, punibile in modo “lieve”. Ora si trasforma in aggravata aumentando le responsabilità penali per chi ha un sito.

Ogni secondo si pubblicano blog e senza problemi si inseriscono nel web testi, foto, video.

La proposta di legge di Riccardo Franco Levi limita praticamente la libertà di espressione in rete perché quasi nessun ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per realizzare un blog.
L’obbligo di dotarsi di una società editrice ed avere un giornalista come suo direttore responsabile decreterebbe la chiusura della maggior parte dei blog oggi esistenti.

L’interpretazione che si sta dando alla notizia sarebbe errata secondo Levi, in quanto “Lo spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile.

Nella realtà la legge potrebbe investire il web e ogni dichiarazione diffusa su internet.

Non rassicura la puntualizzazione di Levi :“Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute davvero alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà stata discussa e approvata dalle Camere“.

Solo tra qualche mese si comprenderà pienamente chi verrà coinvolto in queste novità di legge, nell’attesa i blogger si preoccupano.

Da fonti non ufficiali sembra comunque si stia già pensando ad una nuova iscrizione del testo per evitare la “sommossa” del popolo di internet.

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