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L’uso del Googlebombing è stato nuovamente utilizzato per la visibilità di un sito in Google.
Una recente notizia, apparsa a metà settembre sui siti Blogoscoped, Dnseo e Zeus News, illustra un fatto di cronaca in cui un polacco (Marek W.) rischia tre anni di carcere a causa dell’uso di questa tecnica, che sembrava oramai non più utile a causa dei “controlli” da parte di Google.

La parola chiave “kutas” (pene in polacco) è stata utilizzata per far apparire nelle prime posizioni del motore di ricerca il sito web del presidente polacco Lech Kaczynski.

L’autore di questa “azione”, facilmente individuato dalla polizia, ha subito ammesso di esserne stato lui l’artefice, affermando che non era un’azione dimostrativa ma solo un test sul funzionamento di un software da lui stesso creato.
Poco convincente che si tratti solamente di un “gioco”. Sembra infatti che si colleghi allo scandalo chiamato “watergate polacco”, nato dalle intercettazioni segrete che hanno portato Jaroslaw Kaczynski (gemello del presidente e primo ministro) a licenziare alcune settimane precedenti il capo dei servizi segreti e ministro degli interni per spionaggio verso gli “avversari politici”.
Il 23enne polacco rischia ora 3 anni di carcere in quanto tale gesto non ha a che fare con la libertà di espressione ma con la diffamazione di un esponente politico.

Il Googlebombing non è ancora scomparso e aiuta nella visibilità nel web.

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