Wikipedia lancia un nuovo motore di ricerca

Jimmi Wales lancia la sfida a Google e ai maggiori motori di ricerca.
Wales è il “padre” di Wikipedia, l’enciclopedia aggiornabile da chiunque e il progetto non commerciale divenuto uno dei siti internet più famosi e visitati.
Il sito ha 1.700.000 voci in lingua inglese (l’enciclopedia britannica ne ha “solo” 120.000) ed è il “non luogo” più frequentato da chi naviga nel web e dove vige la regola della condivisione del sapere.

Ora Wales ha un nuovo progetto in cantiere: potare alla luce Wikia.

wikia – motori di ricerca

Wikia sarà la novità “open source” nei motori di ricerca e percorrerà gli stessi passi di Wikipedia.
Agli algoritmi di ricerca verranno affiancati gli utenti e l’intelligenza umana. Queste saranno le maggiori novità nella catalogazione dei siti.
I volontari si occuperanno di togliere l’ambiguità dei termini di ricerca e daranno concretezza e pertinenza alle risposte che gli utenti si aspettano nelle loro ricerche.
Le caratteristiche saranno la trasparenza dell’open source, la community come punta di diamante del progetto e il rispetto della privacy che proteggerà i dati personali degli utenti.

Un motore di ricerca più umano che dovrebbe diventare realtà entro la fine del 2007.

Wales, nel corso della conferenza a Portland, ha detto: “…se riusciremo ad avere risultati di buona qualità nelle ricerche credo che riusciremo a controbilanciare il potere di Google, facendolo tornare dalle compagnie di ricerca a chi pubblica contenuti” e “…l’idea che Google abbia un ampio margine di vantaggio sui concorrenti perché può contare sugli scienziati migliori è diventata un po’ antiquata ora”.
Se tali parole si concretizzeranno si modificherà l’uso delle ricerche effettuate in rete.

Wales conta sul fatto di possedere le tecnologie sufficienti per realizzare un indice completo della rete. Con tali risorse “…potremo modificare i rapporti di forza che intercorrono tra motori di ricerca e utenti. Mi sembra che l’ipotesi sia più che probabile”.
Il suo obiettivo è sovvertire lo strapotere di Google e Yahoo, motori che Wales definisce “scatole nere “ in quanto i loro sistemi di indicizzazione sono proprietari e segreti, a discapito dell’affidabilità e della trasparenza dei risultati.

Il suo primo passo per ottenere almeno il 5% del mercato complessivo dei motori di ricerca è stata l’acquisizione di Grub, web crawler open source sviluppato da LookSmart.
Il progetto è ancora in fase embrionale e deve essere accompagnato da ingenti investimenti soprattutto in termini di hardware. Per ora la società ha ricevuto un investimento di quattro milioni di dollari da generici investitori e un “investimento molto sostanzioso” da Amazon Inc

Wikia cavalcherà la filosofia tipica del Web 2.0 (collaborazione e condivisione) e potrebbe essere il futuro della navigazione nel web.

fonte: Reuters.it

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