mobilegeddon

Era il 21 Aprile e tutti credevano che da quel giorno in avanti la SERP non sarebbe stata più la stessa… L’allarme era scattato già da qualche tempo e a pochi giorni dalla preannunciata apocalisse molti avevano cercato di correre ai ripari nel tentativo di sopravvivere al nuovo e stravolgente update di Google

E oggi? Che cosa ha lasciato Mobilegeddon dietro di sé? Cosa è successo veramente? O cosa non è successo rispetto alle apocalittiche attese? Noi ci siamo fatti un’idea… almeno rispetto a quello che fino ad ora abbiamo visto.

Facciamo un piccolo passo indietro per ricordare a chi lo avesse dimenticato o per spiegare a chi non avesse ancora le idee chiare che cos’è Mobilegeddon e soprattutto in che modo “lavora”.

Mobilegeddon è il soprannome universalmente noto del Google Mobile Update, l’aggiornamento di un algoritmo che avrebbe dovuto stravolgere i risultati nella SERP di Google a vantaggio del mobile-friendly e nello specifico avrebbe interessato:

  • i risultati in tutte le lingue del mondo,
  • le ricerche condotte esclusivamente da device mobili (smartphone soprattutto),
  • le singole pagine e non l’intero sito web.

Detto in poche parole: con l’update i posti in cima alla SERP di Google sarebbero stati occupati dalle pagine web ottimizzate per mobile a discapito di tutte quelle pagine non ottimizzate che avrebbero perduto le loro posizioni tanto faticosamente raggiunte. Insomma ci sarebbe stato un vero e proprio rimescolamento del ranking di posizionamento.

O almeno questo era quello che ci si aspettava e si temeva. Ma, a quanto pare, almeno fino ad ora, le conseguenze del 21 Aprile non sono state poi così tragiche; di sicuro meno catastrofiche del previsto.

Dalle analisi condotte (se girate in rete ne troverete diverse) risulta che alcuni siti come Amazon, che hanno una percentuale di url mobile-friendly inferiore al 75%, non hanno riscontrato alcun cambiamento di sorta (perché?). Questo, però, non vale per tutti. C’è chi ha subito delle evidenti oscillazioni in positivo o in negativo.

La spiegazione che si tende a dare in merito a queste “stranezze” è che il posizionamento di un sito, di una pagina, anche su ricerca condotta da smartphone, è determinato da tanti fattori, non solo dalla sua ottimizzazione per mobile.

Ad esempio, tra due pagine concorrenti, l’una mobile ma con contenuti non di qualità, l’altra non mobile ma con ottimi contenuti, occuperebbe una posizione migliore la pagina non mobile, nonostante Mobilegeddon.

Alla luce dei fatti si potrebbero avanzare due ipotesi: a) L’incidenza del Mobilegeddon non è così pesante come l’allarmismo generale aveva fatto pensare; b) Google sta facendo lavorare l’algoritmo a rilento per concedere a tutti (che non sono mica pochi) di adeguarsi al mobile-friendly senza troppi rischi.

In ogni caso non resta che aspettare e vedere che cosa succederà nei prossimi mesi.

Intanto aspettiamo i vostri commenti: a vostro parere ha funzionato Mobilegeddon? Avete notato dei cambiamenti?

Fateci sapere, noi siamo qui :)

 

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