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Già da alcuni anni Google ha intrapreso la strada verso “l’umanizzazione delle ricerche”, ovvero verso la semantic search.

Consiste nel trasformare la rete in un web semantico in grado di “leggere tra le righe e pensare” in modo molto simile a come fanno gli umani. Web semantico che per dare le risposte alle domande fatte dagli utenti rileva le informazioni dal contesto come da dove proviene la domanda, informazioni della persona che fa la domanda e somma dei rapporti del richiedente.

In questo modo il web è quindi in grado di capire che tipo di risposta si aspetta l’utente dopo aver digitato una determinata parola. Ad esempio, se in seguito alla digitazione della parola “Apple” l’utente cerca informazioni inerenti l’azienda o il frutto.

Come sarà possibile tutto ciò?Amit Singhal, vice presidente e manager di punta del settore search engine di Google, ha affermato che «il motore di ricerca abbinerà meglio le query con un database che contiene milioni di “entità” – persone, luoghi e cose – che sono state pian piano accumulate nel corso degli ultimi 2 anni. […] La nuova ricerca sarà più simile a come gli esseri umani comprendono il mondo».

L’obiettivo è dunque di migliorare la qualità delle ricerche in rete degli utenti. Senza ombra di dubbi il web semantico darà molto da fare ai professionisti del web che si occupano di SEO che si occupano proprio di ottimizzazione e indicizzazione delle pagine web nei motori di ricerca.

Cambiando i criteri della ricerca, cambiano automaticamente anche i criteri di ottimizzazione. La conferma arriva da Matt Cuts, capo del Google Webspam Team, che dichiara che verranno favoriti sempre di più i siti che offrono contenuti di qualità e sempre meno quelli sovraottimizzati.

Detta così sembra non cambiare molto, in realtà le regole del gioco cambiano eccome, verranno infatti penalizzati i siti con troppe parole chiavi e troppi link (scambiati o comprati). La vera sorpresa è che per controllare tutto ciò Google ha lanciato un nuovo aggiornamento di un algoritmo che  è in grado di verificare a tappeto le Serp trovando subito i siti che hanno abusato delle tecniche SEO.

 

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