163 Introducing Graph Search 600x309

A Gennaio Mark Zuckerberg aveva annunciato una delle rivoluzioni più importanti riguardanti il social network più famoso al mondo, quella relativa all’introduzione di un vero e proprio motore di ricerca interno a Facebook. Ora il momento del suo arrivo è giunto.

Dopo diversi mesi di prova, in cui milioni di utenti hanno testato le prime versioni del Graph search per cercare di migliorarne le funzionalità e le modalità di ricerca, la nuova feature è stata resa disponibile in via ufficiale per i primi cittadini fortunati, rigorosamente americani.

Lo strumento non offre le semplici features che tradizionalmente offrono tutti i motori di ricerca ma, a differenza di Google e altri, propone un tipo di indagine basato sulla ricerca semantica delle parole. Con Graph search sarà quindi possibile non solo trovare specifiche parole, frasi, persone e contenuti collegati alla query di ricerca ma sarà anche fattibile proporre delle vere e proprie domande dirette alle quali il motore risponderà con risultati connessi e inerenti. Ovviamente Graph search fa riferimento esclusivamente ai contenuti inseriti all’interno di Facebook, integrati eventualmente con le informazioni disponibili all’interno del motore di ricerca Bing, nel caso in cui il social network non fosse capace di soddisfare le domande degli utenti.

Secondo diversi pareri (tra i quali quello del New York Times), però, nonostante i diversi mesi di testing, Graph search è ancora ben lontano dal raggiungere i risultati prefissati dal social network di Palo Alto e altrettanto distante da soddisfare le aspettative degli utenti che lo hanno utilizzato fino a questo momento.

Tra i vari problemi riscontrati, sicuramente quello maggiormente preoccupante riguarda la privacy e l’immagine degli utenti presenti all’interno del social network e dunque ricercabili anche attraverso Graph search. Può, infatti, accadere che sia stato mostrato un apprezzamento per una specifica pagina particolarmente imbarazzante, o che sia stata pubblicata una foto compromettente, o che in generale qualcosa del proprio profilo sia collegato in qualsivoglia maniera con contenuti che non desideriamo vengano alla ribalta; Graph search è, invece, capace e responsabile di riportarli alla luce in qualsiasi momento. Ecco allora che le impostazioni della privacy legate al proprio profilo diventano fondamentali come mai in precedenza: se, infatti, da sempre, le regole per la sicurezza personale hanno rappresentato un baluardo all’integrità della propria immagine online, da questo momento in avanti saranno assolutamente essenziali.

Ecco perchè la nuova funzione viene resa disponibile per il momento solo negli States, per poter permettere ancora di apportare miglioramenti e modifiche volte a incentivare e rendere più sicuro il servizio, prima di diffonderlo su tutto il pianeta. Queste sono state, infatti, le parole con cui è stato acclamato l’arrivo ufficiale del Graph search:

Questo è solo l’inizio. Al momento Facebook sta lavorando per rendere più facile la ricerca di argomenti specifici, nei post e nei commenti, e per rendere disponibile Graph Search anche nella versione mobile.

Con la speranza che il servizio migliori, non possiamo fare altro che iniziare a prevedere le possibili conseguenze che tale implementazione comporterà per la rinnovata visibilità delle nostre pagine e dei nostri contenuti: soprattutto le aziende conosceranno nuove forme di promozione grazie alla possibilità offerta agli utenti di ricercare non solo contenuti o pagine specifiche ma anche vere e proprie formule di ricerca capaci di soddisfare le loro esigenze.

 

 

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