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Qualche tempo fa, in un vecchio articolo, avevamo già riflettuto insieme sull’importanza dell’introduzione da parte di Twitter della Follow Dashboard, ovvero del pannello di controllo che permette di controllare in tempo reale tutte le interazioni degli utenti con i messaggi sponsorizzati, pubblicizzati all’interno del social network cinguettante. Avevamo però trascurato di introdurre un’altra funzione altrettanto fondamentale: quella legata alla geo-advertising.

Da qualche mese, infatti, Twitter ha reso disponibile ai suoi utenti la possibilità di targhettizzare su base geografica i propri messaggi sponsorizzati. La funzione è, in realtà, molto più complessa, utile e non banale di quanto potrebbe apparire.

Per determinare gli attributi geo-referenziati dei singoli utenti, non si limita semplicemente ad osservare il contenuto geografico della loro “bio” (come fa, invece, Facebook) ma analizza anche la principale città dalla quale l’utente twitta quotidianamente. Pertanto, se un account è registrato a Roma, ma per la maggior parte del tempo i tweet vengono spediti da Venezia, ecco che il dispositivo id geo-targeting interviene e inoltra anche messaggi della città realmente frequentata dall’utente.

I tweet geo-localizzati sono, infatti, molto importanti per le imprese per entrare in contatto con i potenziali clienti, appartenenti alla propria zona di riferimento: grazie a questo strumento potranno ora entrare in contatto esclusivamente con chi potrebbe essere realmente intenzionato ad instaurare un rapporto economico reale e duraturo. Oltre a ciò, grazie alle interazioni registrate attraverso la presenza della Follow Dashboard, sarà possibile per gli utenti registrare anche i rapporti che i singoli account (legati alla zona di riferimento dei messaggi sponsorizzati) intrattengono con la pubblicità offerta tramite il social network cinguettante: in questo modo le aziende potranno anche comprende come e in che misura vengono recepiti i messaggi pubblicitari da quelli che potrebbero essere i loro reali clienti così da, eventualmente, correggere il tiro o, al contrario, da proseguire con la linea strategica adottata.

La novità è stata pensata oculatamente e specificatamente per le imprese e per tutti coloro che desiderano farsi conoscere attraverso il web e i social network, in modo preciso, ponderato, mirato e utile. Ecco, infatti, come è stata presentata dalle parole di uno dei dirigenti di Twitter, Adam Bain:

Queste funzionalità sono state progettate per soddisfare le esigenze dei marketers desiderosi di capire chi sono realmente i loro followers. Ora (i marketers) possono comprendere meglio la loro audience e perfezionare le loro campagne

Ora la vera domanda resta: “Riusciranno queste novità a soppiantare il mercato pubblicitario milionario di Facebook, costituendo una rivalità realmente competitiva?” Ma soprattutto: “Saranno sufficienti a rispondere a tutte le richieste dei proprietari di business, desiderosi di farsi conoscere e di cercare nuovi clienti online?”

A voi (anzi a tutti noi) l’ardua sentenza.

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