I brand hanno bisogno di fans o di friends?

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Poichè da sempre Facebook offre i propri sevizi ad un costo apparentemente pari a zero, da subito, i marchi e le aziende, hanno scelto di investire tempo e creatività in questo strumento.

Con il tempo però gli investimenti di risorse sono cambiati, così com’è cambiata la strategia dietro alle politiche di comunicazione dei brand.

In un primo momento, quasi tutti i marchi e le aziende, hanno cercato di aumentare spasmodicamente il numero dei propri fan,  poichè convinti di aumentare il numero dei propri spettatori, confortati quindi nel vedere crescere il proprio pubblico, considerato misura del successo dei propri investimenti.

Ora invece, le aziende quanto i brand, hanno iniziato a focalizzare la loro attenzione non tanto sulla quantità, quanto più sulla qualità dei propri seguaci, all’interno delle piattaforme social.

Se infatti precendentemente, i marchi si preoccupavano di creare una base solida di pubblico, attraverso buoni contenuti, post, commenti e “spargimenti di like”, ora invece hanno iniziato a promuovere iniziative sempre più interessanti, volte non a cercare acquirenti, ma ad acquisire clienti (che è tutta un’altra faccenda).

Clyde McKendrick, fondatore e direttore esecutivo dell’agenzia pubblicitaria Cultural Capital, che da tempo si occupa delle strategie di comunicazione di aziende come Pepsi, Red Bull e T-Mobile, ha sintentizzato in 3 passi le strategie indispensabili per rendere un marchio “friendly” e capace, non solo di aumentare i propri fan, ma anche di acquisire veri e propri clienti.

1.  Fornire riconoscimento e desiderio:

Diversi studi, operati nell’ambito del comportamento dei consumatori, hanno dimostrato che ciò che induce il compratore a “cercare” (nel nostro caso, in rete), è la Dopamina. Sapendo questo, i marchi e le aziende devono necessariamente creare contenuti in grado di creare assuefazione nei propri lettori. Inoltre è indispensabile fornire ai fan, specialmente a quelli più accaniti, il giusto riconoscimento come “ambasciatori” del marchio.

2.  Concedere accesso esclusivo:

E’ giusto fornire ai propri fan un vantaggio in più rispetto a chi, invece, non lo è, o non lo è ancora diventato. Sephora, per esempio, premia i suoi fedelissimi con offerte esclusive e con campioni “di lusso” dei propri prodotti. Il marchio di moda Burberry rivela, in esclusiva ai propri fan, i capi e le collezioni prima che giungano sulle passerelle e nei negozi.

3.  Premiare e incentivare la condivisione:

Così come concedere qualcosa di esclusivo, anche premiare chi condivide le informazioni o i prodotti del marchio o dell’azienda, sulla propria bacheca o con gli amici, è necessario, se si desidera creare un rapporto di fiducia con i fan, in modo da trasformarli in clienti a tutto tondo.

I suggerimenti di Clyde McKendrick quindi ci fanno riflettere che non basta avere centinaia, se non migliaia di amici, sulla propria pagina per adottare una buona strategia di social media marketing; non bisogna ritenersi soddisfatti solo quando si è raggiunto un traguardo in termini numerici. Ciò che conta davvero è come si è stati capaci di coinvelgere i fans attraverso le strategie più svariate (premi, sconti, promozioni, esclusive…), come si è stati capaci di fidelizzare il proprio pubblico, così da poterlo trasformare in potenziale cliente.

Voi invece cosa ne pensate? Quali sono le strategie che avete messo all’opera?

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