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Parliamo di brands e del modo per promuoverli. I testimonials hanno fatto storia, ormai: vere e proprie facce popolari nel mondo della televisione in grado di fare aumentare le vendite dei prodotti con salite e impennate. Oggi, sono nati gli influencers. Se la logica resta la stessa, il canale di utilizzo cambia: sono i social media a creare queste web-stars.

Ma possiamo notare anche un’altra macro differenza: i testimonials erano personaggi conosciuti e noti al pubblico, mentre gli influencers sono persone comuni, capaci di avere influenza su cerchie più o meno numerose di persone e quindi di giocare un condizionamento sulle loro scelte e opinioni.

Le aziende hanno compreso il potenziale insito di personaggi pubblici e hanno deciso di coinvolgerli nelle loro campagne come promotori del loro brand. I loro canali sono i social: da Facebook, a Instagram e Youtube, passando dal blog.

Le cifre sono importanti: andiamo dai 5 ai 10 mila euro per post sponsorizzato a centinaia di migliaia di euro se la campagna è maggiormente articolata.

Legittimo è quindi introdurre il concetto di influencer marketing, che consiste nel coinvolgere personaggi identificati come realmente influenti nelle campagne web a promozione di un brand. Questo può avvenire in plurimi modi: ad esempio, invitando a un evento, oppure con posts sponsorizzati con in annessione product placement, paid shouts e altro ancora.

Tra tutti i social, sembra che soprattutto Instagram sia il contesto ideale per gli influencers: in primo luogo, poiché possiede un engagement sui posts di ampiezza 60 volte maggiore confrontato con Facebook e 120 volte paragonato a Twitter. Inoltre, bisogna ricordare che come social sta crescendo decisamente, contando ben 300 milioni di utenti attivi, 75 dei quali lo risultano quotidianamente, fra l’altro coinvolgendo la popolazione giovanile che mostra maggiore ricettività. Senza contare che poi l’utilizzo di video e foto lo rende immediatamente fruibile.

Come avviene il contatto con gli influencers? I brands solitamente selezionano gli utenti più in vista e li ingaggiano per sponsorizzare un prodotto o un servizio, seguendo una modalità comune ai Facebook ads, sebbene, rispetto agli annunci, i prodotti con gli influencers siano presentati secondo in modo più native e dotato di maggiore efficacia.

Uno dei settori più lanciati nell’uso degli influencers è sicuramente quello del fashion, inaugurando con i noti bloggers Chiara Ferragni e Mariano Di Vaio, crescendo via via con una successiva fioritura di bloggers o instagramers legati al fashion. Da un nome si è originato spesso un successo clamoroso, che ha fatto crescere i chachet (a seconda degli utenti raggiunti) fino a cifre proibitive per i small brands.

Stessa sorte accade ai Youtuber più seguiti, che ricavano guadagni in parte da Youtube ads e in parte da iniziative private aziendali.

Anche Instagram sta generando un market smisurato, forse con l’incentivo che non è ancora stato avviato un processo di monetizzazione, sebbene il potenziale non sia assolutamente mancante.

Siamo nel bel mezzo di un cambiamento colossale, dove nascono nuove piattaforme, unitamente a un nuovo pubblico e a nuovi dinamismi. Il mercato è tenuto a prendere in seria considerazione tutto questo: la comunicazione sta passando a Snapchat, alle foto postate su Instagram, ai live videos di Periscope. La domanda è quindi: quali nuovi metodi dobbiamo adottare perché il social media marketing possa ancora funzionare?

Se la domanda resta, iniziate a dare risposta: chiamate MagicNet per un consulto e saremo noi a scegliere la strategia giusta per il vostro business.

 

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