facebook store

Si sa, e non è la prima volta che lo dico, che Facebook, con gli oltre 840 milioni di utenti registrati, è ufficialmente il sito web più seguito al mondo, assieme a Google.com. E a Google si sta in qualche modo sostituendo, dapprima come motore di ricerca, dal momento che già da diverso tempo ogni giorno milioni e milioni di persone scelgono di utilizzarlo per cercare offerte, prodotti o informazioni sugli acquisti, e, da qualche tempo a questa parte, anche come piattaforma dedicata alla presenza di negozi online e di e-commerce.

Del resto il passo è stato breve: se si passa tanto tempo su Facebook è perché in qualche modo ci fidiamo di quello che viene detto e scritto all’interno delle sue pagine, specialmente perché offre la possibilità di interagire faccia a faccia con i brand e le marche a cui siamo fedeli. Allora perché non iniziare a vendere direttamente i prodotti all’interno del social network? Ed è proprio quello che è stato fatto.

Vedere su Facebook infatti non significa semplicemente creare una pagina e far mettereMi piace” ai nostri conoscenti, fan ed amici: è possibile infatti monetizzare realmente la propria presenza attraverso diversi modi. Ho già accennato, in altri articoli, alla possibilità di ricorrere alla pubblicità a pagamento sotto forma di Facebook Ads e Sponsored Stories, o ancora all’eventualità di creare da sé pagine personalizzate o realizzate ad hoc per la fruizione mobile attraverso l’open graph reso disponibile dal social network di Palo Alto.

Sono inoltre disponibili i cosiddetti Facebook Credits, ovvero monete reali convertite in virtuali tramite carte di credito, Paypal o altri metodi di pagamento che servono essenzialmente per completare acquisiti e transazioni, convertendole in beni digitali come games e films. Non dimenticando le potenzialità del social network dal punto di vista del geo-marketing (geolocalizzazioni e tagging), sicuramente l’alternativa migliore offerta dal social di Mark Zuckerberg è rappresentata dalla possibilità di aprire, direttamente al suo interno, uno store online, un e-commerce marchiato di blu.

La prima transazione all’interno di Facebook è avvenuta nel lontano 2009 e da allora molte altre aziende hanno deciso di intraprendere questa strada, dapprima realizzando semplici schede di presentazione dei prodotti e successivamente ricorrendo, appunto, all’apertura di negozi online. Resta ora la fatidica domanda: come si crea un e-commerce all’interno di Facebook?

Innanzitutto è indispensabile possedere, o creare ex novo, una pagina fan. Successivamente si va alla ricerca di tutte le applicazioni presenti all’interno del social network che, una volta installate all’interno della pagina, ti permettono di vendere prodotti attraverso di essa. Queste apps sono numerosissime e, tra le più quotate, si trovano Pavyment (gratuita) o BigCommerce (a pagamento). Dall’applicazione, poi, sarà possibile gestire l’account associato ai pagamenti e la creazione dell’intero negozio online che, una volta terminato, sarà attivo a tutti gli effetti e potrà essere gestito direttamente dall’amministratore della pagina, garantendogli l’opportunità di intervenire sui prodotti in vendita.

Premesso che, a partire dal 2011, l’e-commerce in Italia ha conosciuto un’impennata mai vista in precedenza (+18% solo nel 2012) e dal momento che Facebook sembra non conoscere crisi in termini di visite e di traffico da parte degli utenti di tutto il mondo, creare uno store online direttamente al suo interno sembra rappresentare la soluzione più adeguata per chiunque abbia intenzione di vendere qualcosa.

Le vendite online infatti sono ormai la punta di diamante di tutte le attività che riguardano gli acquisti e al tempo stesso Facebook rappresenta una garanzia sia per i venditori, che sanno su che piattaforma pubblicizzano la propria attività, comprendendo anche il bacino di utenti potenziali a cui si rivolgono, sia per i consumatori, che si sentono tutelati da un sito web che hanno imparato a conoscere bene con gli anni e che ormai sentono parte integrante delle loro vite, trascorrendovi all’interno diverse ore delle proprie giornate.

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