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Il keyword stuffing è la pratica, ormai obsoleta, di “imbottire” una pagina con la parola o le parole chiave per cui si vuole posizionare tale pagina, spesso servendosi di ripetizioni forzate o addirittura di stratagemmi come nasconderla nel CSS o nel fondo della pagina.
Se in passato poteva funzionare, ora che Google ha reso i propri algoritmi sempre più sofisticati (vedi Penguin) un sito costruito in questa maniera non assicura certamente i primi posti nelle SERP, anzi rischia di andare incontro a penalizzazioni.

La tecnica sleale del keyword stuffing nasce per sfruttare un parametro che un tempo gli spider dei motori di ricerca consideravano per il posizionamento delle pagine web: la keyword density, ovvero il rapporto tra il numero di volte che una parola chiave appare in un testo e il numero totale delle parole da cui questo è composto.

La densità delle parole chiave certo è ancora importante, perché è chiaro che se in una pagina web non c’è una significativa presenza di alcuni termini i motori di ricerca non saranno in grado di capire l’argomento del sito e di conseguenza per quali termini indicizzare la pagina.
Diciamo però che da sola non è più determinante, in quanto i maggiori risultati si ottengono concentrandosi sulla creazione di contenuti utili, autorevoli, originali, in grado di ottenere link spontanei e diffusione ad esempio attraverso i social network.

La regola generale è che quando si scrive un contenuto per il web, bisogna sempre fare in modo che sia di valore per le persone e non per i motori di ricerca, e magari invece di infarcire tutto il testo di ripetizioni rendendolo sgradevole da leggere, inserire le parole chiave solo dove contano di più: tag title, l’url, tag heading, l’alt text delle immagini, meta desc.

La keyword density va certo tenuta ancora in considerazione in qualche misura, sempre però in relazione al contesto in cui si opera, ovvero valutando:
il numero dei competitor con la stessa keyword e la keyword density utilizzata da chi si trova in prima pagina, la qualità dei siti dei competitor, quante pagine hanno che parlano del nostro stesso argomento, quanti link in entrata (di qualità) ricevono.

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