penguin

Durante l’ultimo anno Google ha introdotto due nuovi algoritmi per calcolare la pertinenza di una pagina alle ricerche eseguite dagli utenti.
Questi cambiamenti nei criteri di valutazione dei siti internet influiscono in maniera decisiva sul loro posizionamento tra i risultati, e per questo motivo hanno generato scompiglio e terrore tra i SEO di tutto il mondo.
In realtà, prestando attenzione alla qualità di ciò che pubblichiamo ed evitando trucchetti e manovre poco oneste, il nostro lavoro è al sicuro.
Cerchiamo di capirne di più. 

Panda, lanciato il 12 Agosto 2011, identifica e premia tutti i siti che hanno testi ben scritti, non duplicati e che ricevono link spontanei da altri siti grazie al valore e all’utilità dell’offerta.
Penalizza invece i siti con contenuti esigui costruiti con l’unico fine di posizionarsi per una data keyword, senza quindi un reale beneficio per i visitatori, quelli che hanno troppa pubblicità, le pagine lente e quelle che generano errori.
Altro parametro che utilizza è l’engagement degli utenti, che si valuta attraverso la percentuale di rimbalzo, ovvero la percentuale degli utenti che abbandonano il sito dopo aver visto una sola pagina, il tempo trascorso sul sito, e la percentuale di utenti che vi fanno ritorno anche a distanza di tempo.

Penguin, annunciato il 24 Aprile 2012, cerca e penalizza tutti quei siti che fanno uso di tecniche inappropriate per scalare i risultati di ricerca.
Valuta in maniera negativa quindi le pagine con testi pieni di parole chiave ripetute più volte in modo forzato (keyword stuffing), per favorire quelli scritti in maniera naturale, indubbiamente più fluidi e gradevoli da leggere.
Le parole chiave non vanno nemmeno inserite in testo o link nascosti (ad esempio mimetizzati con lo sfondo), o ripetute troppe volte nel titolo o in tag come h1 e h2.
Sono bandite allo stesso modo le tecniche di cloacking e le doorway pages.
I link in entrata e in uscita non devono essere collegati a siti di scarsa qualità, o che trattino temi non inerenti, o peggio che siano stati penalizzati da Google, perché ciò si ritorcerà anche contro il nostro sito.
Anche i link interni non devono tutti cercare di spingere una stessa pagina, perché si corre il rischio di danneggiarla.

Detto ciò, proporre contenuti effettivamente originali e informativi, avere un buon layout navigabile e di facile comprensione, rispettare le giuste proporzioni tra testo e pubblicità ed evitare gli elementi di disturbo, sono tutte accortezze necessarie per fornire un buon servizio ai visitatori, al di là di qualsiasi Panda o Penguin.
Chi lavora allo scopo di soddisfare le esigenze degli utenti e non quelle dei motori di ricerca non avrà nulla da temere.

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