Qualche giorno fa scoppia lo scandalo: Facebook traccia continuamente i suoi utenti.

O almeno è quanto dichiara Nik Cubrilovic (hacker e scrittore) in una nota in cui afferma: ” I cookie di Facebook continuano a scambiare informazioni coi server,  attraverso l’integrazione con una quantità innumerevole di blog e siti web che si appoggiano al social network per coinvolgere attivamente i propri visitatori”.

In un primo momento la società di Facebook si è difesa sostenendo che il tracciamento degli utenti fosse uno strumento grazie al quale il social network è in grado di difendere i propri amici (più di 800 milioni),  impedendo il signup dei minori con un’età differente, per identificare spammer e phisher e quant’altro”.Successivamente ha giustificato il tracciamento come un bug del sistema Facebook e la società ha provveduto ad eliminare una parte dei cookie in modo che l’identificazione univoca dell’utente non loggato non sarà più accessibile.

Peccato che la risposta non sia sembrata sufficiente ai fronti attivisti statunitensi ed europei  che hanno denunciato il mancato adeguamento alle norme in materia di privacy, rivolgendosi rispettivamente alla Federal Trade Commission e al Commissario Irlandese alla protezione dei dati (perchè la base delle operazioni europee di Facebook si trova a Dublino).

Nonostante nel frattempo Zuckerberg e i suoi collaboratori abbiano provveduto ad avviare una ricerca di controllo sui link in uscita da Facebook per incrementare la sicurezza degli utenti, sembra che questo non sia bastato ai suoi detrattori, che hanno intentato una causa legale contro il “colosso in divisa blu” accusato di “violazione della legge in materia di intercettazioni sulle reti di comunicazione elettronica“.

Come se non bastasse, ora Zuckerberg è anche impegnato nella contesa con il sito Timelines.com che ha denunciato Facebook per l’introduzione, nel restyling annunciato alla conferenza F8, di un’applicazione pressochè identica a quella promossa dal sito, una sorta di vero e proprio diario di vita dell’utente.

Insomma, anche se queste vicende non ci interessano personalmente, restano comunque d’ importanza fondamentale per capire che il capostipite di tutti i social non sta vivendo proprio un momento felice, al punto da spingere i tecnici di Facebook a rinviare il tanto agognato ed acclamato restyling almeno al fine settimana.

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