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Da pochissimi giorni, o addirittura ore, Facebook ha rilasciato alcune importanti novità che cambieranno gradatamente ma in modo radicale la nostra esperienza come users del social network. Vediamo di cosa si tratta e soprattutto quali conseguenze tireranno in ballo queste nuove funzionalità.

Come alcuni ricorderanno, qualche mese fa avevo anticipato alcune curiosità sul prototipo del motore di ricerca targato in blu, il Graph Search, temporaneamente rilasciato solo ad alcuni utenti-tester statunitensi. Già allora, oltre alle grandi opportunità offerte dalla potenziale presenza di un vero e proprio search engine per i contenuti presenti all’interno di Facebook, non avevo mancato di sottolineare le eventuali problematiche legate all’introduzione e all’uso di uno strumento di quel tipo all’interno di un social network.

Lesione della privacy e dell’immagine personale erano solo alcune delle conseguenze negative da me descritte, causate potenzialmente dalla presenza troppo invasiva degli algoritmi del Graph Search, eventualmente capaci di portare alla luce apprezzamenti imbarazzanti o condivisioni che non si volevano necessariamente rendere (completamente) pubbliche. Da pochissime ore Facebook ha annunciato un’implementazione della versione beta rilasciata qualche mese fa, che prevede l’effettiva possibilità di effettuare ricerche non solo sulla base degli apprezzamenti, dei gruppi, delle pagine e di tutti gli elementi “accessori” pubblicati dagli utenti ma anche direttamente su ciò che viene scritto attraverso i post. Grazie alla presenza degli hashtag e di una loro particolare estensione sarà infatti realmente possibile trovare anche tutto ciò che viene redatto e condiviso dagli utenti.

Già così appare chiaro che gli eventuali problemi legati a possibili seccanti o imbarazzanti violazioni della privacy  aumentano a dismisura. Ma che dire di quanto potrebbero ulteriormente aggravarsi a causa della nuova feature messa a disposizione da Facebook che consente di modificare i post pubblicati? Se fino a qualche tempo fa, infatti, veniva pubblicato un post con, ad esempio, un errore di battitura o una frase scritta male, l’unica soluzione era cancellarlo e pubblicarne uno nuovo: in questo modo anche i “mi piace” e i commenti andavano per sempre persi. Ora invece, grazie alla possibilità di modificare il post in presa diretta, like, commenti e condivisioni restano: certamente quest’ultima novità torna molto utile a tutti coloro che, come le aziende, capitalizzano gli interventi dei singoli e che fino a  oggi rischiavano di perderli per semplici errori di battitura da correggere, peccato però che in questo modo si rischi anche di mettere “mi piace” a un post che tempo dopo dice tutt’altro rispetto a quello verso cui avevamo mostrato il nostro apprezzamento ( per ora è prevista solo l’introduzione della scritta “modificato” sotto al post stesso mentre credo che sarebbe necessaria una notifica di maggiore rilievo).

Proprio per questo Facebook sta ancora affrontando una fase di testing per queste nuove modifiche, così da correggere eventuali conseguenze non volute e per ipotizzare l’introduzione di strumenti che tutelino l’integrità di ciascun account.

Quello che posso dire è che sicuramente già oggi si possono trovare diversi modi per tutelare la propria immagine, a partire dal prestare attenzione a ciò che si scrive, fino ad arrivare a fare controlli ripetuti degli apprezzamenti, delle condivisioni e degli interventi pubblicati.

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