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Visto l’alto numero di modifiche che stanno interessando le principali piattaforme dell’universo dei social network, era solo questione di tempo prima che anche Facebook annunciasse le sue ultime novità. Che riguardano soprattutto l’algoritmo e che puntano a migliorare la navigazione degli utenti, ma anche degli investitori pubblicitari. 

Il primo intervento che la squadra di Facebook ha deciso di mettere in atto è una dura e aggressiva battaglia ai cosiddetti post “like-baiting“, o per dirla all’italiana agli articoli “adescatori di mi piace“. Sto parlando di tutti quei contenuti mediali – anche semplicemente verbali-, come quello di copertina, che inducono ad aumentare la dose di apprezzamenti, di commenti e di condivisioni senza un reale interesse dimostrato verso il contenuto stesso ma adescato -appunto- tramite veri e propri “tranelli”.

Facebook vuole impedire un’eventuale ulteriore diffusione di questi contenuti pseudo-virali dal momento che si diffondono in rete non per un reale merito ma perchè di fatto “ingannano” i lettori che, condividendoli in maniera spasmodica spinti più dal divertimento che da una reale intenzione di diffondere il messaggio che contengono, fanno aumentare la visibilità dell’articolo e della stessa pagina di provenienza, a scapito di quei post che hanno un reale valore per la comunità.

Per la stessa ragione, Facebook ha dichiarato di volere ridimensionare il più possibile la presenza di spam, link inappropriati e contenuti spazzatura, in modo da riuscire a valorizzare al meglio la presenza di singoli e di aziende, che contribuiscono attivamente e con competenza al social network e alla sua evoluzione.

In linea con questa nuova filosofia del social in blu è arrivato anche l’annuncio della fine definitiva delle sponsored stories (che in realtà non sono state completamente eliminate ma assimilate ad altre modalità di pubblicità online offerte dalla stessa Facebook, a tutti gli inserzionisti). La motivazione è sempre la stessa: si sta cercando di contenere il più possibile tutto il traffico generato da post e articoli (anche promozionali) generalisti, non realmente indirizzati ai singoli utenti e non specificatamente realizzati e condivisi sulla base delle loro preferenze di vita e di navigazione.

Gli obiettivi sono semplici e chiari: portare la navigazione dell’utente ad un livello di personalizzazione e di facilità d’uso mai visti in precedenza (vedi anche la realizzazione del celebre Facebook Paper) e migliorare la presenza delle aziende e dei brand, nonchè l’efficacia delle loro azioni all’interno del social network più importante del mondo.

 

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