E’ notizia ancora fresca il recente hangout del presidente Usa, Barack Obama, protagonista principale della prima intervista interamente all-digital pubblicata tramite la piattaforma social di Google Plus.

Il faccia a faccia è stato costruito grazie alla selezione da parte di Google e di Youtube dei video più votati inviati, nelle settimane precedenti, dai candidati che erano interessati a rivolgere domande sui temi più svariati direttamente al presidente. Una volta scelti i cinque video che hanno ottenuto maggiore successo e apprezzamento, i rispettivi ideatori sono stati messi in contatto visivo tramite webcam con Obama, che ha prontamente (non sempre a dire il vero) risposto ai loro quesiti. L’hangout ha certamente avuto tre conseguenze rivoluzionarie.

Da un lato ha conferito lustro e valore al social network di Google che, sebbene in straordinaria crescita, ancora stenta a stare al passo coi propri competitors, che hanno il volto di Facebook e Twitter. Dall’altro invece ha permesso, ai milioni di utenti connessi in streaming all’intervista, di godere della sensazione di parlare direttamente e face-to-face con il presidente statunitense, leader del mondo democratico occidentale (elemento fondamentale per il successo straordinario di cui stanno godendo i social media). Infine un altro goal è stato messo a segno grazie all’impiego di strategie all’avanguardia e di tecnologie avanzate che hanno permesso all’intervista di procedere senza problemi, coinvolgendo il maggior numero di persone online e andando così potenzialmente a presentarsi come strada per il futuro delle relazioni, siano esse politiche, economiche o commerciali.

Stiamo quindi assistendo in misura sempre maggiore ad un aumento rapido e in costante crescita della presa di coscienza da parte dei politici, delle amministrazioni ed anche (e soprattutto) delle singole aziende, rispetto all’utilizzo dei social network come canali di lancio, di aderenza, di legame e di collegamento.

I social media rappresentano la strada per il successo perché racchiudono in sé tutte quelle strategie che un tempo erano affidate a diversi gestori (o fornitori) e che richiedevano somme di investimento in termini di tempo e denaro decisamente poderose e ingenti. Oggi invece pubblicizzare la propria attività e rimanere facilmente in contatto coi propri clienti è molto più semplice ed economico, ed è ai social network che dobbiamo tutto questo. Ed è anche una ricerca a dimostrarlo.

Secondo uno studio di eCircle, infatti, 3 aziende su 4 utilizzano assiduamente i canali social per motivi di marketing e di promozione. Non è una novità che i social network si stiano sempre di più diffondendo a macchia d’olio in tutto il pianeta e specialmente nel nostro territorio, dove alcune imprese raggiungono il 100% in termini di utilizzo di questi media. Perché?

Perché come diverse volte abbiamo sottolineato i social network sono capaci di restringere la distanza tra le persone e tra consumatori e produttori, perché sono piattaforme pubbliche e facili di raccolta di recensioni e feedback, perché migliorano la fidelizzazione creando rapporti stabili coi clienti e perché velocemente sfruttano svariati canali di promozione e marketing migliorando (o in alcuni e rari casi peggiorando) la reputazione di un marchio.

Resta fermo il fatto che, pur essendo cambiate le somme di investimento e le competenze da sfruttare all’interno di questi (moderni) canali di comunicazione, bisogna sapere quali strategie adottare affinché aderiscano nel modo migliore possibile a ciò che vogliamo pubblicizzare; per dirla breve, pubblicitari non ci si improvvisava prima e non lo si può fare neanche adesso.

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