ri pubblicare post social

Ammettiamolo. Quante volte abbiamo detestato amici o colleghi che hanno pubblicato più e più volte la stessa robetta sulla propria bacheca nella speranza che più di quanti lo avessero considerato fino a quel momento mostrassero un briciolo di apprezzamento verso quel particolare contenuto di loro interesse? O quante volte abbiamo notato che un post pubblicato da noi, magari scritto di nostro pugno, è passato completamente inosservato dalla comunità di nostri amici e seguaci, tentandoci così col desiderio di ri-pubblicarlo una seconda volta nella speranza che qualche anima pia lo considerasse o -addirittura- lo condividesse?

Se anche solo una volta vi è balenato per la testa uno di questi pensieri questo è l’articolo che fa per voi

Già altre volte ho dato diversi consigli su come cercare di pianificare al meglio le proprie pubblicazioni in modo da riuscire a trasformarle in messaggi sempre più efficaci, ma purtroppo in molte occasioni accade che anche le strategie più ponderate non siano sufficienti.

Certo, non pubblicare troppo nè troppo poco, postare in orari precisi della giornata piuttosto che in altri, pianificare per tempo un calendario editoriale rigoroso…sono alcuni dei consigli che possono facilitare la “virulenza” dei nostri messaggi e, di conseguenza, la loro lettura e diffusione.

Ma la vera domanda a cui oggi cerchiamo di rispondere è: postare più volte lo stesso articolo ha un senso? Comporta un qualche tipo di conseguenza positiva, specialmente quando al primo tentativo non abbiamo ottenuto i risultati sperati?

Le opinioni degli esperti in merito sono numerose e spesso divergenti.

C’è chi sostiene che pubblicare più volte al giorno sia controproducente perchè, come io stessa ho più volte affermato, c’è il rischio di intasare eccessivamente la bacheca dei propri lettori, correndo il pericolo di non rispettare la net-etiquette, risultando quindi “scrittori maleducati“. In aggiunta a ciò non è assolutamente scontato che una ripubblicazione dello stesso contenuto non venga in realtà riproposta sempre agli stessi lettori, incappando così nello stesso errore descritto poche righe sopra.

Accade spesso,invece, che la ripubblicazione dei post sia promossa da molti utenti che, pubblicando online, sostengono di non riuscire ad ottenere un livello di considerazione sufficiente, dimostrato soprattutto da una scarsa presenza di commenti o di apprezzamenti dagli utenti dei social. A tal proposito, occorre velocemente confutare questa tesi: recentemente, infatti, è stata pubblicata una ricerca dell’Università di Stanford che smentisce completamente le preoccupazioni di questi utenti. L’indagine ha esaminato un gruppo di circa 1000 netcitizen convinti di essere letti in media da 20 persone ma l’esperimento ha dimostrato invece che ciascuno di loro raggiungeva in media un pubblico di 78 utenti per post (quasi 4 volte quello ipotizzato dal titolare di ogni account).

Quello che la ricerca suggerisce è di non affidarsi alla ri-pubblicazione perchè si è convinti di essere considerati o letti poco attraverso i social network, dato che è stato dimostrato che non è assolutamente così (per fare una valutazione meglio approssimata dei propri lettori, i ricercatori dell’Università suggeriscono di “gonfiare” leggermente i numeri dei feedback ricevuti dalla comunità dei lettori social).

Ciò non toglie che la ri-pubblicazione sia da condannare in toto; esistono diversi casi e diverse motivazioni che possono giustificare una pubblicazione secondaria di contenuti già condivisi. Ma occorre anche seguire alcuni consigli e delle strategie ottimali per non commettere errori fatali, capaci di far perdere un gran numero di fan.

Poichè, infatti, i meccanismi che regolano la visibilità dei post di tutti i social network vengono costantemente aggiornati ed è difficile anche tenerne traccia, capita che a volte (rare per quanto mi riguarda), una pubblicazione secondaria degli stessi contenuti non sia qualcosa di diabolico.

Si può, infatti, pensare di ri-pubblicare un post a orari diversi, con didascalie, immagini o titoli differenti per colpire l’attenzione di lettori eterogenei. Diversamente si possono progettare anche forme alternative di interazione con gli utenti, così da riuscire ad ottenere ad ogni pubblicazione un risultato sempre nuovo.

Resto comunque convinta che nella maggior parte dei casi la ri-pubblicazione sia una strategia d’urgenza, o comunque da applicare solo con parsimonia, senza dimenticare mai il proprio obiettivo, che è quello di soddisfare le esigenze dei lettori e mai quello di infastidirli.

Siete d’accordo anche voi? In caso contrario fateci sapere perchè.

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