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Lo storytelling “sovversivo” premia le aziende

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Marketing
di in Advertising, Marketing il 17 Gennaio 2014

 

Chi l’ha detto che bisogna sempre e comunque far parlare i propri prodotti per mettere in atto una strategia di marketing vincente? Sì certo, questa è una grande verità, ma a volte il pubblico premia anche i più “sovversivi”, quelli che scelgono di non stare alle regole, usando idee creative e originali. Ed abbiamo anche un esempio tutto italiano a dimostrarlo.

Non è la prima volta che Nutella stupisce i fan e i meno fan con campagne di comunicazione sensazionali e commoventi, ma questa volta sembra abbia pensato ancora più in grande.

Non solo, infatti, ha scelto di trasmettere i valori di passione, di tenacia, di semplicità e di voglia di costruire qualcosa di buono, che da sempre contraddistinguono il marchio e l’azienda produttrice ma ha pensato di farlo facendo parlare tutti coloro che senza saperlo mettono il loro lavoro a servizio di Nutella e dei consumatori.

Non è l’azienda a parlare ma chi con l’azienda ha inconsapevolmente e silenziosamente a che fare ogni giorno e che permette all’azienda di vivere; chi crea con fatica e sudore quella parte indispensabile che fa della Nutella la Nutella: il pane e i panettieri.

Ecco quindi che il marchio riesce a valorizzarsi anche lasciando se stesso da parte qualche istante, mettendo in scena non tanto un semplice prodotto (cosa possibile perchè il prodotto è comunque già molto conosciuto) ma mostrando al pubblico quelle che sono le relazioni umane che stanno alla base di un’impresa e che ne decretano il vero successo.

Lo scopo di Nutella, in questo caso, non credo fosse quello di farsi conoscere (dato che comunque non ne ha poi così bisogno) ma di farsi apprezzare da un punto di vista nuovo, più sensibile e umano (oltre che delizioso).

Da consumatore un “grazie” mi è scappato facilmente. Si può dire quindi che l’obiettivo della campagna sia stato raggiunto?

3 thoughts on “Lo storytelling “sovversivo” premia le aziende

  1. Alessio Adamo
    1

    Beh é vero Giada … Ma sull’originalità, mi sembra che COCA COLA sia arrivata prima.
    Personalmente io lavoro per una crescita del mio BRAND. In realtà Nutella ha pensato solo a fare del fatturato extra , ma la NOTORIETÀ ??
    Il marchio di un ‘azienda é la propria identità … Così viene mascherata …
    Il MARKETING é una scienza e , in quanto tale deve avere una fase di “sperimentazioni” … Ma il mercato di oggi richiede sicurezza che solo un BRAND affermato ti dá.
    Penso che chi sta a capo della direzione marketing NUTELLA sia un pensionato – copiatore … Ormai a corto di idee

  2. 2

    Non sempre la notorietà rappresenta l’unico obiettivo che la pubblicità deve perseguire, soprattutto per Nutella che essendo un brand molto conosciuto qualche azzardo in piu rispetto a marchi meno noti se lo puó permettere. Quanto alla creatività non credo si tratti di una copiatura quanto piuttosto di un utilizzo di strategie simili per raggiungere nuovi posizionamenti per entrambi i brand.

  3. Pingback: Quando la creatività è a servizio del marketing - 1stonthenet, primi nei motori di ricerca

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