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Si sa, Twitter rappresenta una delle piazze più popolose e più all’avanguardia dal punto di vista dell’advertising, tanto in Italia quanto nel mondo: con 400 milioni di tweets inviati quotidianamente e con più di 500 milioni di utenti, le sue potenzialità in termini di visibilità e di promozione offerte sono illimitate. Per questo fin dai suoi esordi Twitter ha cercato di sviluppare e di implementare strumenti pubblicitari in grado di soddisfare le esigenze degli investitori e, al tempo stesso, di tutelare gli interessi degli utenti. Tweets e trends sponsorizzati, in tal senso, rappresentano gli ultimi strumenti messi a disposizione degli utenti da parte di Twitter che, peraltro, non cessa di continuare ad aggiornare e a migliorare. Ma forse anche questo non basta.

Forse agli utenti occorre una feature in più, capace di soddisfare anche l’ultimo dei desideri degli investitori pubblicitari: misurare il ROI delle proprie campagne di advertising.

Ecco allora che Twitter sta iniziando a muovere i primi passi, partendo da una collaborazione con Nielsen-una delle maggiori agenzie al mondo di survey-  per potere sviluppare un nuovo strumento in grado di quantificare gli sforzi economici e fattuali delle campagne di advertising promosse all’interno del proprio social network e capace di restituire un feedback in termini di ritorno reale e quantificabile sugli investimenti.

Il nuovo tool, che sarà reso disponibile solo a partire dal prossimo anno, permetterà di misurare l’efficacia delle campagne di advertising all’interno di Twitter attraverso la compilazione di questionari, direttamente da parte degli utenti.

In effetti, quello che vedranno gli utenti sarà costituito da normali tweet, inseriti all’interno del proprio flusso di notizie, in cui verrà annunciata preventivamente la presenza di un questionario da compilare, accompagnato da un indirizzo riconoscibile (es. analytics.twitter.com/research/survey-…). La cosa bella sarà dovuta al fatto che questi particolari tweet non verranno promossi direttamente dall’account del marchio o dell’azienda interessata al risultato del questionario ma da un account indipendente (chiamato probabilmente Twitter Survey) che sarà destinato specificatamente a svolgere esclusivamente questo tipo di attività. Altro elemento positivo sarà costituito dall’assenza di re-indirizzamenti generati dalla presenza dei questionari: questi infatti saranno somministrati esclusivamente all’interno di Twitter, dove si potranno compilare in maniera esaustiva, senza interrompere le attività preventivamente in corso.

Scongiurando la possibilità che i questionari risultino troppo lunghi (inducendo un potenziale abbandono, in corso d’opera, da parte degli utenti), poco chiari, eccessivamente focalizzati sul prodotto  e poco sul cliente, l’obbiettivo legato alla loro introduzione dovrebbe essere facilmente raggiungibile: quantificare l’efficacia di campagne pubblicitarie a pagamento e, contemporaneamente, raccogliere informazioni preziose sulle abitudini d’acquisto e sui gusti/preferenze degli utenti che, volontariamente, decidono di offrire il proprio contributo.

La speranza è, ovviamente, quella che gli utenti desiderino offrire la propria disponibilità per partecipare a queste attività di raccolta dati, magari incentivati dall’offerta dei brand di premiarli con gadget o sconti promozionali, generando così anche un doppio livello di coinvolgimento e di interessamento al marchio o ai prodotti.

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